British Shorthair
Felis catus
Il British Shorthair (Felis catus) è il gatto britannico per eccellenza, dal manto fitto e dal carattere dignitoso, l’ispirazione storica per il celebre Cheshire Cat di Alice.
Caratteristiche
Carattere
Tranquillo, dignitoso, indipendente, fedele. Non eccessivamente affettuoso ma sempre presente. Tollera moderata solitudine. Ottimo con bambini rispettosi e altri animali. Ispirò il Cheshire Cat di Alice.
Alimentazione
Carnivoro obbligato, tendenza all'obesità. 250-350 kcal/giorno in 2-3 pasti. Crocchette di qualità (proteine 35-40%) o umido. Predisposto a HCM (screening cardio annuale) e calcoli urinari.
Il British Shorthair (Felis catus) è una delle razze feline più antiche e prestigiose al mondo, simbolo dell’eleganza compassata britannica. Famoso per il “manto a peluche” denso e morbidissimo, il muso rotondo e gli occhi grandi e arancioni, è considerato l’archetipo del gatto inglese ed è probabile ispiratore del Cheshire Cat (Stregatto) descritto da Lewis Carroll in “Alice nel Paese delle Meraviglie” (1865). Razza ufficialmente standardizzata nel 1871 durante la prima esposizione felina al Crystal Palace di Londra, oggi è una delle più popolari al mondo, particolarmente apprezzata per il suo temperamento equilibrato e la facilità di gestione.
Classificazione e categoria
Il British Shorthair appartiene alla specie Felis catus, sottospecie domestica derivata dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica). È classificato dalle principali federazioni feline (FIFe categoria III, GCCF Group 3 — Foreign, TICA Traditional) come razza distinta. Lo standard prevede una taglia media-grande: peso 4-8 kg per i maschi (alcuni esemplari fino a 9 kg), 3-6 kg per le femmine. La struttura è tipicamente “cobby” (compatta, raccolta), con corpo robusto e muscoloso, ossatura pesante, zampe corte e robuste. La maturità fisica completa è raggiunta tardivamente (3-5 anni), molto più lentamente di altre razze. Ne esistono numerose varianti di colorazione (oltre 100 riconosciute), ma la più classica e iconica è il British Blue: manto grigio-blu uniforme con occhi rame-arancio.
Habitat e distribuzione
Il British Shorthair è una razza completamente domestica, adattata alla vita d’appartamento. La sua tranquillità, l’indole pacifica e la scarsa tendenza alla vocalizzazione lo rendono ideale per famiglie urbane, anche con bambini, anziani e altri animali. Non è un gatto particolarmente attivo o atletico: preferisce la compagnia del proprietario sul divano o accanto al camino piuttosto che arrampicarsi o cacciare. Tollera bene la solitudine moderata (4-6 ore) ma non è felice in completo isolamento per giorni.
Le origini storiche risalgono agli antichi gatti domestici portati in Britannia dai Romani circa 2.000 anni fa per controllare i roditori nelle dispense. Si incrociarono con i gatti selvatici locali sviluppando un fenotipo robusto e adattato al clima freddo e umido britannico. Per secoli furono semplici “gatti da fattoria” o “gatti da granaio”, finché nel 1871 lo studioso felino Harrison Weir non ne fece la prima razza ufficialmente standardizzata. Oggi il British Shorthair è diffuso globalmente, con popolazioni significative in Gran Bretagna (paese d’origine), USA, Europa continentale, Russia, Cina e Giappone. Il prezzo medio di un cucciolo con pedigree è di 1.000-2.500 euro; esemplari di linee espositive o colori rari possono raggiungere 3.500-6.000 euro.
Alimentazione
Il British Shorthair è un carnivoro obbligato con tendenza naturale all’obesità: il suo metabolismo lento e la scarsa attività fisica spontanea richiedono un controllo attento delle porzioni. Il fabbisogno calorico giornaliero di un adulto è di 250-350 kcal (a seconda del peso e dell’età), distribuiti in 2-3 piccoli pasti. La dieta ideale è composta da crocchette di alta qualità ricche di proteine animali (35-40% minimo) e povere di cereali, oppure alimentazione umida (scatolette) o BARF sotto controllo veterinario.
La razza è particolarmente predisposta alla cardiomiopatia ipertrofica (HCM), una patologia cardiaca ereditaria: si consiglia screening ecocardiografico annuale dai 3 anni in poi. Per la sua struttura robusta tende anche a sviluppare problemi articolari (artrosi) in età avanzata, parzialmente prevenibili con alimentazione equilibrata e controllo del peso. La predisposizione genetica a calcoli urinari richiede l’attenzione costante all’idratazione: acqua sempre fresca, fontane per gatti consigliate (incentivano il bere), alimentazione umida in proporzione del 50% sul secco. Le porzioni vanno divise: una scatoletta da 85 g + 30-40 g di crocchette sono adeguate per un esemplare adulto sterilizzato di 5 kg.
Caratteristiche fisiche
Il British Shorthair è un gatto compatto, muscoloso e basso, dall’aspetto inconfondibile. La testa è grande, rotonda, con guance piene e mascella sviluppata (più evidente nei maschi adulti che sviluppano le caratteristiche “gote da gentleman” o “jowls”). Il muso è corto e largo, con stop poco accentuato. Le orecchie sono piccole, rotondeggianti, ben distanziate, mai puntute. Gli occhi sono uno dei tratti distintivi: grandi, perfettamente rotondi, ben distanziati, di colore intenso e brillante — arancio/rame nei British Blue classici, oro nei nero/cioccolato, verde-oro nei tabby argento.
Il mantello è la firma di questa razza: pelo corto (1,5-2 cm), molto denso, fitto come peluche, con sottopelo abbondante che dà al gatto la sua caratteristica morbidezza al tatto. Non è aderente al corpo come quello del Persiano o dell’Esotico: si “stacca” leggermente, creando una texture che ricorda la pelle di un teddy bear. Le colorazioni accettate sono oltre 100: dal classico British Blue (grigio-blu uniforme), al British Black, White, Cream, Red (rosso), Chocolate, Lilac, Bicolor (con macchie bianche), Tabby (tigrato), Tortie (tartarugato), Colourpoint (punte colorate), Silver Shaded. La coda è di lunghezza media, spessa alla base, con punta arrotondata, mai sottile. Le zampe sono corte e robuste, con cuscinetti larghi e tondi. L’andatura è dignitosa, mai frettolosa.
Curiosità e comportamento
Il British Shorthair ha un temperamento estremamente equilibrato, descritto spesso come “compassato” o “british” nel senso più caricaturale del termine. È un gatto tranquillo, indipendente, dignitoso: non è eccessivamente affettuoso (non ama essere preso in braccio per lunghi periodi), ma è sempre fedele e presente. Sceglie la compagnia umana per stare nella stessa stanza, sul divano accanto, ma raramente “addosso” al proprietario. Non è un gatto loquace: miagolio è raro e moderato, mai stridulo. Non ama eccessive coccole o effusioni; gradisce invece il rispetto degli spazi e dei tempi.
Va d’accordo con tutti se ben socializzato: bambini (se rispettosi), anziani, altri gatti, cani tranquilli. Non è territoriale in modo aggressivo. La storia letteraria della razza è ricca: oltre al Cheshire Cat di Lewis Carroll, è stato modello per innumerevoli illustrazioni vittoriane, e l’iconico “Whiskas Cat” della pubblicità Whiskas è stato per decenni un British Shorthair argentato. Curiosità sanitarie: la razza ha un tasso di adozione e gradimento elevatissimo perché — a differenza di altre razze “perfette” come il Persiano (con problemi respiratori) o il Maine Coon (con HCM molto diffusa) — il British presenta una salute generalmente robusta, una longevità eccellente (14-20 anni, alcuni esemplari superano i 22) e poche esigenze di toelettatura (spazzolata settimanale, intensificata in primavera per la muta). Il British Shorthair è stato il primo gatto al mondo a vincere un’esposizione felina formale: l’esemplare blu “Tabby” di Harrison Weir, alla 1ª Esposizione Felina al Crystal Palace di Londra, il 13 luglio 1871.
Pro
- Salute robusta e longevità eccellente (fino a 22 anni)
- Manto a peluche bellissimo, poca toelettatura richiesta
- Temperamento dignitoso e equilibrato
- Ispirò il Cheshire Cat di Alice e la pubblicità Whiskas
Contro
- Predisposizione genetica a HCM (cardiomiopatia ipertrofica)
- Tendenza all'obesità, controllo porzioni necessario
- Maturità tardiva (3-5 anni)
- Muta primaverile abbondante



