Alberi

Biancospino

Crataegus monogyna

Il biancospino è un arbusto spinoso che a primavera si copre di profumati fiori bianchi e in autunno di piccole bacche rosse, prezioso per la fauna.

Caratteristiche

Nome scientificoCrataegus monogyna
Altezza2–10 m
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
AcquaScarsa una volta radicato
TerrenoAdattabile, anche calcareo e povero
TossicitàNon tossico; frutti commestibili
CrescitaLenta, molto longevo
TemperaturaMolto rustico, resiste al gelo
FiorituraAprile–maggio
IrrigazioneMinima, tollera bene la siccità

Descrizione

Il biancospino è un arbusto o piccolo albero molto ramificato, contorto e spinoso, della famiglia delle rosacee, alto da 2 a 10 metri. Le foglie sono profondamente lobate e in tarda primavera compaiono i fiori, bianchi e riuniti in corimbi, dal caratteristico profumo intenso. In autunno produce piccoli frutti rossi e globosi, simili a bacche, che contengono un unico nocciolo, da cui il nome scientifico monogyna.

Habitat e distribuzione

È originario dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia occidentale. Cresce ai margini dei boschi, nelle siepi, nei pascoli e sui pendii, adattandosi a una grande varietà di suoli, anche poveri e calcarei. È una pianta pioniera e molto longeva: alcuni esemplari vivono per secoli.

Coltivazione e usi

È un arbusto rustico e resistente, tra i più usati per le siepi campestri, spesso in compagnia del prugnolo. Vuole pieno sole o mezz'ombra e sopporta bene siccità, freddo e potature. In fitoterapia i fiori e i frutti del biancospino sono da secoli impiegati come rimedio tradizionale per il benessere cardiovascolare.

  • Piantare in siepe mista per barriere e frangivento
  • Tollera potature drastiche per contenerne la forma
  • Lasciare i frutti sull'albero come cibo invernale per gli uccelli

Valore per la fauna

Il biancospino è uno degli arbusti più importanti per la biodiversità: i fiori attirano moltissimi insetti impollinatori, le spine offrono riparo sicuro ai nidi degli uccelli e i frutti, chiamati anche "lazzeruole selvatiche", sfamano tordi, merli e altri uccelli durante l'inverno.

Stagionalità della fioritura

GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDic

Consigli pratici

Idratazione

Fabbisogno idrico Scarsa una volta radicato: verifica sempre l'umidità del substrato prima di annaffiare.

Posizione

Predilige Pieno sole o mezz'ombra: garantisci la giusta esposizione e ruota la pianta per una crescita uniforme.

Substrato

Terreno consigliato: Adattabile, anche calcareo e povero. Rinnova il substrato ogni 1-2 anni per non impoverirlo.

Foglie

Spolvera le foglie con un panno umido per favorire la fotosintesi.

Concimazione

Concima durante il periodo vegetativo (primavera-estate) e sospendi in inverno.

Pro

  • Fioritura profumata amata dagli impollinatori
  • Ottimo per siepi difensive e frangivento
  • Frutti e fiori usati in fitoterapia tradizionale

Contro

  • Spine robuste, da maneggiare con cautela
  • Crescita lenta nei primi anni
  • Può ospitare il colpo di fuoco batterico

Domande frequenti

I frutti del biancospino si mangiano?
Sì, i piccoli frutti rossi sono commestibili, con polpa farinosa e sapore dolciastro. Si usano per confetture e sciroppi, ma sono soprattutto un cibo prezioso per gli uccelli in inverno.
È adatto per fare una siepe?
È uno degli arbusti migliori per siepi campestri difensive e frangivento. Le spine formano una barriera robusta e sopporta bene le potature, che aiutano a mantenerlo folto e compatto.
Ha proprietà medicinali?
In fitoterapia tradizionale i fiori e i frutti del biancospino sono impiegati da secoli come rimedio per il benessere cardiovascolare. Qualsiasi uso a fini terapeutici va comunque discusso con un medico.
Quanto vive?
È una pianta estremamente longeva: cresce lentamente ma può vivere per secoli. Alcuni antichi biancospini isolati nelle campagne europee sono considerati veri e propri alberi monumentali.

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