Gatto di Geoffroy
Gatti

Gatto di Geoffroy

Leopardus geoffroyi

Il Gatto di Geoffroy (Leopardus geoffroyi) è un piccolo felino selvatico del Sud America, grande all’incirca come un gatto domestico, dal mantello fittamente punteggiato di piccole macchie nere su fondo grigio-ocra. Agile cacciatore notturno, abile arrampicatore e nuotatore, vive nelle pampa, nella boscaglia e nelle zone umide dall’Argentina al Brasile. Parente di ocelot e margay, è uno dei piccoli gatti più comuni del continente. In passato cacciato pesantemente per la pelliccia, oggi è protetto. IUCN Least Concern.

Caratteristiche

Nome scientificoLeopardus geoffroyi
Peso2-5 kg
Durata di vitaFino a ~14 anni (in cattività)
TagliaPiccola (testa-corpo 45-60 cm + coda 25-35 cm)
Energia4/5
Addestrabilità1/5
Perdita di pelo2/5

Carattere

Piccolo felino selvatico solitario, notturno e schivo, agile e adattabile. Cacciatore versatile, è un buon arrampicatore e, insolitamente per un gatto, anche un discreto nuotatore; spesso si erge sulle zampe posteriori, usando la coda come treppiede, per scrutare l'ambiente. Difende un territorio ed evita l'uomo. NON è un animale domestico: è un gatto selvatico protetto, da osservare e tutelare in natura. Pur essendo stato usato per creare l'ibrido domestico "Safari", il Gatto di Geoffroy resta un predatore selvatico con esigenze impossibili da soddisfare in casa.

Alimentazione

Predatore carnivoro agile e opportunista. Si nutre soprattutto di piccoli mammiferi (in particolare roditori), oltre a uccelli, lucertole, anfibi e pesci, e insetti. Caccia di notte perlustrando il suolo, ma sfrutta anche l'arrampicata sugli alberi e — insolito per un gatto — il nuoto per raggiungere prede diverse, mostrando una grande versatilità. Si erge spesso sulle zampe posteriori, usando la coda come "treppiede", per individuare prede o pericoli sopra la vegetazione. La dieta basata su roditori lo rende un utile regolatore dei piccoli mammiferi negli ambienti aperti sudamericani.

Il Gatto di Geoffroy (Leopardus geoffroyi), in inglese “Geoffroy’s cat”, è uno dei piccoli felini selvatici più diffusi e affascinanti del Sud America: un cacciatore in miniatura dal manto fittamente maculato. Famoso per:

  • Il mantello a pois: grigio-ocra cosparso di numerose piccole macchie nere tondeggianti, fitte e regolari
  • La taglia da gatto domestico: è grande all’incirca quanto un comune gatto di casa, o poco più piccolo
  • L’agilità: ottimo arrampicatore e anche buon nuotatore, a differenza di molti gatti
  • La “posa a treppiede”: si rizza spesso sulle zampe posteriori usando la coda come terzo appoggio per guardarsi attorno
  • La diffusione: è uno dei piccoli gatti selvatici più comuni del Sud America meridionale
  • La parentela: appartiene al genere Leopardus, come ocelot e margay

Stato IUCN: Least Concern (LC). Si aggiunge ai numerosi felini selvatici del portale e completa, con ocelot e margay, il quadro dei piccoli gatti maculati del Nuovo Mondo: tre cacciatori sudamericani, dal grande ocelot all’arboricolo margay fino all’agile e adattabile gatto di Geoffroy.

Classificazione e categoria

Il Gatto di Geoffroy appartiene all’ordine Carnivora, famiglia Felidae (i felini), genere Leopardus — lo stesso dell’ocelot (Leopardus pardalis) e del margay (Leopardus wiedii), entrambi presenti nel portale, oltre che dell’oncilla e di altri piccoli gatti sudamericani. Nel portale è collocato tra i Felini selvatici.

È utile collocarlo rispetto ai suoi parenti del Nuovo Mondo:

  • L’ocelot è più grande e dal disegno a rosette e bande
  • Il margay è arboricolo per eccellenza, dai grandi occhi e dalla coda lunghissima
  • Il Gatto di Geoffroy è più piccolo, dal disegno a piccole macchie piene (non rosette), molto adattabile e spesso terricolo

Etimologia: la specie è dedicata al naturalista francese Étienne Geoffroy Saint-Hilaire, che studiò la fauna sudamericana all’inizio dell’Ottocento. Il genere Leopardus richiama il disegno “da leopardo” del mantello.

I parametri morfologici:

  • Lunghezza testa-corpo: circa 45-60 cm, più una coda di 25-35 cm
  • Peso: circa 2-5 kg (in media simile o di poco inferiore a un gatto domestico)
  • Aspetto: piccolo, snello e muscoloso

La longevità: in natura non del tutto nota, ma in cattività può raggiungere i 14 anni e oltre. Riproduzione: la femmina dà alla luce in genere 1-3 piccoli, allevati in un rifugio nascosto.

Habitat e distribuzione

Il Gatto di Geoffroy è un felino esclusivamente sudamericano, tipico della parte centro-meridionale del continente:

  • Areale: Argentina, Bolivia, Brasile meridionale, Cile, Paraguay e Uruguay, fino alla Patagonia

Habitat preferiti — è una specie molto adattabile:

  • Pampa, praterie e steppe, compresa la steppa patagonica
  • Boscaglia, macchia e foreste aperte
  • Zone umide e aree lungo i corsi d’acqua, dove caccia e nuota

È un animale notturno e crepuscolare, solitario e territoriale. Pur essendo un buon arrampicatore, caccia spesso al suolo, e non disdegna l’acqua: è uno dei felini più disposti a nuotare. La sua grande adattabilità a climi e ambienti diversi — dalle zone calde fino alle fredde pianure patagoniche — è una delle ragioni del suo successo e della sua relativa abbondanza.

Stato IUCN: Least Concern (LC). La specie è ancora relativamente comune, ma in passato ha subìto una caccia intensissima per la pelliccia: nel Novecento milioni di pelli sono state commerciate, mettendo sotto pressione le popolazioni. Oggi è protetto da convenzioni internazionali (CITES); le minacce attuali sono soprattutto la perdita di habitat, gli investimenti stradali e i conflitti con l’uomo.

Alimentazione

Il Gatto di Geoffroy è un predatore carnivoro agile e opportunista. Mangia:

  • Piccoli mammiferi: soprattutto roditori, la base della sua dieta
  • Uccelli
  • Lucertole, anfibi e pesci, questi ultimi catturati anche in acqua
  • Insetti e altri piccoli invertebrati

Le strategie di caccia:

  1. La caccia notturna al suolo: perlustra il terreno alla ricerca di roditori, sua preda principale
  2. L’arrampicata e il nuoto: sfrutta alberi e acqua per raggiungere prede diverse, mostrando una versatilità non comune tra i gatti
  3. La posa a “treppiede”: si erge sulle zampe posteriori, appoggiandosi alla coda, per scrutare l’ambiente e individuare prede o pericoli

Caratteristica chiave: la dieta del Gatto di Geoffroy, basata in gran parte su roditori, lo rende un utile regolatore delle popolazioni di piccoli mammiferi negli ambienti aperti del Sud America. La sua adattabilità alimentare, unita a quella ambientale, spiega perché sia uno dei piccoli gatti più diffusi del continente.

Caratteristiche fisiche

Il Gatto di Geoffroy è un piccolo felino dall’aspetto elegante, compatto e dal manto inconfondibile. Caratteristiche fisiche:

Mantello e colorazione:

  • Fondo da grigio a ocra-giallastro, variabile a seconda della zona
  • Numerose piccole macchie nere, rotonde e piene (non a rosetta), distribuite fittamente e con regolarità su tutto il corpo
  • Bande scure su testa, guance e zampe, e coda anellata
  • Frequenti gli individui melanici (interamente neri), soprattutto in alcune aree

Il corpo:

  • Corporatura piccola, snella e muscolosa
  • Testa relativamente piccola e arrotondata
  • Zampe robuste, adatte sia ad arrampicarsi sia a muoversi al suolo

Caratteristiche prestazionali:

  • Agilità e arrampicata: si muove con disinvoltura tra i rami
  • Capacità di nuotare, insolita per un felino
  • Sensi acuti e indole cauta e schiva

Curiosità e comportamento

Il Gatto di Geoffroy è un animale solitario, notturno e schivo. Difende un proprio territorio e si incontra con i conspecifici soprattutto nella stagione riproduttiva. Pur essendo relativamente comune, è difficile da osservare per le abitudini notturne e la natura prudente. Nel suo areale è un felino familiare agli abitanti delle campagne, talvolta in conflitto con l’uomo per la predazione di pollame.

Curiosità del gatto “a treppiede”: un comportamento curioso e tipico del Gatto di Geoffroy è quello di rizzarsi sulle zampe posteriori, usando la coda come terzo punto d’appoggio, per formare una sorta di “treppiede”. In questa posizione eretta riesce a guardarsi attorno al di sopra dell’erba alta delle pampa, individuando prede, rivali o pericoli. È un atteggiamento che ne rivela la vita negli ambienti aperti.

Curiosità del gatto che nuota: contrariamente alla fama dei gatti come animali che detestano l’acqua, il Gatto di Geoffroy è un discreto nuotatore e non esita a entrare nei corsi d’acqua per cacciare o spostarsi. Questa attitudine, condivisa con pochi altri felini, è legata alla sua presenza in zone umide e lungo i fiumi, dove cattura anche pesci e anfibi.

Curiosità della tragedia della pelliccia: il Gatto di Geoffroy ha una storia segnata dal commercio di pellicce. Nel corso del Novecento, e in particolare in alcuni decenni, milioni di pelli di questo piccolo gatto sono state cacciate e commerciate per l’industria della moda, rendendolo una delle specie di felini più sfruttate al mondo per il pelo. Solo grazie alle convenzioni internazionali di protezione (CITES) e al calo della domanda questa caccia massiccia si è ridotta, permettendo alle popolazioni di mantenersi.

Curiosità delle “pantere nere” in miniatura: in alcune aree del suo areale, una parte consistente dei gatti di Geoffroy è melanica, cioè interamente nera. Questi individui scuri, in cui le macchie restano visibili solo in controluce, sono dei piccoli “gatti pantera” e mostrano quanto il melanismo (la colorazione nera) sia diffuso nel mondo dei felini, dai grandi leopardi e giaguari fino ai piccoli gatti come questo.

Curiosità del gatto dedicato a un naturalista: il nome di questa specie onora Étienne Geoffroy Saint-Hilaire, importante naturalista francese del XIX secolo. Molti animali portano nel nome scientifico o comune l’omaggio agli studiosi che per primi li descrissero o ne studiarono la fauna: il Gatto di Geoffroy è uno di questi, un piccolo “monumento vivente” alla storia delle scienze naturali.

Curiosità del parente del Safari: il Gatto di Geoffroy è stato utilizzato, in tempi moderni, per creare una rara razza ibrida di gatto domestico chiamata “Safari”, ottenuta incrociandolo con il gatto di casa. Si tratta di un caso analogo a quello del gatto leopardo all’origine del Bengala o del serval all’origine del Savannah: piccoli e medi felini selvatici impiegati per dare vita a gatti domestici dall’aspetto “selvaggio”. Il Gatto di Geoffroy resta però, di per sé, un animale selvatico a tutti gli effetti.

Pro

  • Affascinante piccolo gatto maculato, completa il quadro dei felini sudamericani (con ocelot e margay)
  • Molto adattabile e versatile: arrampicatore e perfino nuotatore
  • Utile predatore di roditori negli ambienti aperti del Sud America
  • IUCN Least Concern: ancora relativamente comune nel suo areale

Contro

  • NON è un animale domestico: è un piccolo felino selvatico protetto
  • In passato cacciato in massa per la pelliccia (milioni di pelli commerciate)
  • Minacciato da perdita di habitat, investimenti stradali e conflitti con l'uomo
  • L'uso per ibridi domestici ("Safari") può alimentare un dannoso interesse a tenerlo come esotico

Domande frequenti

Quanto è grande il gatto di Geoffroy e a chi assomiglia?
È un piccolo felino, all'incirca delle dimensioni di un comune gatto domestico o leggermente più piccolo: la lunghezza testa-corpo è di circa 45-60 cm, con una coda di 25-35 cm, per un peso di 2-5 kg. Assomiglia, per il manto, a un piccolo gatto 'leopardato': il fondo grigio-ocra è cosparso di numerose piccole macchie nere tonde e piene, distribuite fittamente. Appartiene allo stesso genere (Leopardus) dell'ocelot e del margay, anch'essi nel portale, ma è più piccolo dell'ocelot e, a differenza del margay (arboricolo dai grandi occhi), è un cacciatore più adattabile e spesso terricolo, dalle macchie piccole e piene anziché a rosetta.
È vero che il gatto di Geoffroy sa nuotare?
Sì, ed è una delle sue caratteristiche più curiose, considerando la fama dei gatti come animali che evitano l'acqua. Il Gatto di Geoffroy è un discreto nuotatore e non esita a entrare nei corsi d'acqua, sia per spostarsi sia per cacciare pesci e anfibi. Questa attitudine è legata alla sua presenza in zone umide e lungo i fiumi, e si accompagna a una grande versatilità: è infatti anche un ottimo arrampicatore, capace di muoversi sugli alberi, pur cacciando spesso al suolo. È proprio questa adattabilità a fare di lui uno dei piccoli gatti più diffusi del Sud America.
Il gatto di Geoffroy è in pericolo?
Attualmente è classificato dalla IUCN come specie a 'Minor Preoccupazione' (Least Concern), il che significa che, nel complesso, è ancora relativamente comune nel suo areale sudamericano. In passato, però, ha subìto una pressione enorme: nel corso del Novecento milioni di pelli di questo piccolo gatto sono state commerciate per l'industria delle pellicce, una delle pagine più drammatiche per la specie. Grazie alle convenzioni internazionali (CITES) e al calo della domanda di pellicce, questa caccia di massa si è fortemente ridotta. Oggi le principali minacce sono la perdita e la frammentazione dell'habitat, gli investimenti stradali e i conflitti con l'uomo, ad esempio quando preda il pollame.
Il gatto di Geoffroy può essere tenuto come animale domestico?
No. Il Gatto di Geoffroy è un felino selvatico, non un animale da compagnia, ed è una specie protetta: tenerlo come animale esotico è sconsigliabile e in genere illegale. Ha bisogno di ampi spazi, di una dieta da predatore e di condizioni che non si possono riprodurre in una casa, e mantiene un'indole schiva e selvatica. È vero che, in tempi moderni, è stato incrociato con il gatto domestico per creare una rara razza ibrida chiamata 'Safari' (in modo simile a quanto fatto con il gatto leopardo per il Bengala o con il serval per il Savannah), ma si tratta di casi particolari e controversi. L'animale selvatico in sé va ammirato e protetto nel suo ambiente naturale, non tenuto in cattività per moda.

Potrebbe interessarti