Civetta
Athene noctua
La Civetta (Athene noctua) è il piccolo gufo crepuscolare simbolo della dea Atena (sapienza), dagli occhi gialli luminosi iconici, comune negli ambienti rurali europei.
Caratteristiche
Carattere
Monogama a vita, territoriale, sedentaria. Crepuscolare (non strettamente notturna). Vista 100x dell'uomo in poca luce. Rotazione testa 270°. Volo silenzioso (piume "a pettine"). Simbolo dea Atena (sapienza). Riconosce dei singoli umani.
Alimentazione
Carnivoro generalista: insetti grandi (60-80%), micromammiferi, uccellini, rettili, anfibi, lombrichi. 30-50 g/giorno. Caccia al posatoio. Produce 1-2 borre al giorno (utilizzate in didattica).
La Civetta (Athene noctua), spesso chiamata anche Civetta Comune o Piccolo Gufo, è uno dei rapaci notturni più conosciuti e amati del Vecchio Mondo. Distribuita in Europa, Nord Africa e gran parte dell’Asia centro-occidentale, vive negli ambienti aperti rurali, ai margini delle foreste, in fattorie, ruderi e campagne. Famosa per essere il simbolo della dea Atena (in greco Athena, da cui il nome scientifico del genere Athene) e per la sua iconica presenza sulle monete antiche di Atene, è da sempre associata alla sapienza, alla saggezza notturna e — nel folklore italiano e francese — purtroppo anche alla cattiva sorte. Negli ultimi 30 anni le popolazioni europee sono in calo del 30-40% per l’intensificazione agricola che riduce gli insetti grandi (sua dieta principale) e i siti di nidificazione (ruderi, vecchi alberi cavi).
Classificazione e categoria
La Civetta appartiene all’ordine Strigiformes (rapaci notturni), famiglia Strigidae (tutti i gufi tranne il barbagianni), genere Athene. Il genere comprende 4 specie di piccoli gufi terrestri: A. noctua (Civetta), A. brama (Civetta Indiana), A. cunicularia (Civetta di Burrowing del Nord America), A. blewitti (Civetta della Foresta, riscoperta in India nel 1997 dopo 113 anni di scomparsa). Sono riconosciute 13 sottospecie di A. noctua distribuite in Eurasia e Nord Africa. La specie più diffusa in Italia è A. n. vidalii (Iberia e Italia occidentale) e A. n. noctua (Italia centrale e meridionale). La Civetta è di piccola taglia: lunghezza 21-23 cm, apertura alare 54-58 cm, peso 140-220 g (le femmine sono leggermente più grandi dei maschi). Il nome Athene noctua fu attribuito da Scopoli nel 1769: noctua significa “civetta” in latino. La specie è strettamente imparentata con la Civetta di Burrowing americana, dalla quale si è separata circa 5-6 milioni di anni fa.
Habitat e distribuzione
L’habitat della Civetta è costituito da ambienti aperti: campagna tradizionale con siepi e alberi sparsi, uliveti, vigneti, ruderi e casali abbandonati, steppe, zone semi-desertiche, periferie urbane con giardini. Predilige aree con grandi disponibilità di insetti (la sua principale fonte di cibo) e siti di nidificazione: cavità di vecchi alberi (querce, olivi secolari), fessure di muri di ruderi, vecchi nidi di rapaci diurni, casette nido artificiali. È relativamente tollerante all’antropizzazione: vive vicino all’uomo in zone rurali tradizionali, mentre soffre l’agricoltura intensiva moderna (eliminazione di siepi, pesticidi, demolizione di ruderi).
La distribuzione geografica copre vasti territori della regione paleartica: Europa (dall’Iberia alla Russia europea, escluse Scandinavia e Gran Bretagna nord, dove fu introdotta nel 1874), Nord Africa (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto), Asia (Turchia, Iran, Asia centrale fino a Mongolia, Cina, Pakistan). È stata introdotta in Nuova Zelanda nel 1906 (popolazione stabile oggi). La popolazione globale è stimata in 5-12 milioni di individui, ma in declino del 30-40% in molti paesi europei. Lo stato di conservazione è classificato come Least Concern (LC) dalla IUCN, ma con preoccupazione regionale: in Olanda, Belgio, Germania, Polonia è classificata localmente Vulnerable o Endangered. In Italia la popolazione è stimata in 50.000-80.000 coppie, in declino del 20-30% negli ultimi 20 anni. La specie è protetta dalla Direttiva Uccelli UE 2009/147/CE (Allegato I) e in Italia dalla Legge 157/92. Le minacce principali sono: intensificazione agricola (perdita di insetti, eliminazione siepi), uso di pesticidi (mortalità diretta e indiretta), collisione con auto e linee elettriche, demolizione di vecchi ruderi e casolari con siti di nidificazione, predazione da gatti randagi. Programmi di conservazione attiva (installazione cassette nido, ripristino di siepi e zone agricole estensive) stanno mostrando risultati positivi locali.
Alimentazione
La Civetta è un carnivoro generalista ma con preferenze ben definite. La dieta principale è composta da: insetti grandi (60-80% in volume: maggiolini, grilli, locuste, cavallette, scarabei, lepidotteri), piccoli mammiferi (topi, arvicole, toporagni), uccellini (passeri, rondoni, balìe), rettili (lucertole, geconidi, piccoli serpenti), anfibi (rane piccole, raganelle), lombrichi (importanti in primavera), occasionalmente granaglie (atipico per un rapace).
La tecnica di caccia è prevalentemente al posatoio: la Civetta si appollaia su un punto elevato (palo, ramo, tetto) e scruta il terreno con vista eccellente. Quando individua una preda, plana silenziosamente e l’afferra con gli artigli. La caccia è prevalentemente crepuscolare (a differenza di molti altri Strigiformes che sono strettamente notturni), con picco di attività al tramonto e all’alba. Può cacciare anche di giorno, soprattutto in inverno o quando alleva pulcini. Il fabbisogno giornaliero è di 30-50 g di cibo (15-25% del peso corporeo); accumula scorte nei nidi durante l’estate. Caratteristica delle Civette è la produzione di “borre” o “pellet“: ammassi compatti di peli, ossa, esoscheletri di insetti non digeriti, rigurgitati 1-2 volte al giorno. Le borre sono prezioso strumento per ornitologi e studenti: dissezionandole si ricostruisce esattamente la dieta del singolo individuo.
Caratteristiche fisiche
La Civetta ha un corpo tozzo, compatto, ben muscoloso, perfettamente adattato alla caccia in ambiente aperto. Il piumaggio degli adulti è caratteristico: bruno-grigio scuro sopra con marcate striature e maculature bianche (mimetismo eccellente su corteccia e ruderi), bianco-crema sotto con striature longitudinali bruno scure. I giovani hanno colorazione più uniforme. Il piumaggio è morbidissimo: l’orlo delle remiganti primarie ha una struttura speciale “a pettine” che annulla quasi totalmente il rumore del volo (caratteristica di tutti gli Strigiformes, fondamentale per il loro stile di caccia).
La testa è grande in proporzione al corpo, rotondeggiante, senza ciuffi auricolari (a differenza di Gufo Reale, Gufo Comune). Gli occhi sono il tratto più iconico: enormi, gialli brillanti, frontali (visione binoculare), capacità di vedere in condizioni di scarsa luminosità 100 volte superiore all’uomo. Possiede una caratteristica “maschera facciale” bianca sopra il becco e attorno agli occhi, che dà alla Civetta la sua famosa espressione “sorpresa” o “saggia”. Le orecchie non sono visibili esternamente, ma sono asimmetriche all’interno (una più alta dell’altra), permettendo localizzazione precisissima del suono (può individuare un topo al buio totale solo dal rumore). Il becco è corto, giallo-grigio, ricurvo, adatto a strappare la carne. La capacità di rotazione della testa è leggendaria: 270° in entrambe le direzioni (l’uomo ne fa massimo 90°), grazie a 14 vertebre cervicali (l’uomo ne ha 7) e a un sistema cardiovascolare unico che previene l’ischemia cerebrale durante la rotazione. Le zampe sono brevi ma robustissime, con artigli affilati e zampe ricoperte di piume fino agli artigli (“calzettoni”). I cuscinetti plantari sono carnosi e callosi per ammortizzare gli atterraggi sulle prede.
Curiosità e comportamento
La Civetta è un animale monogamo a vita, fortemente territoriale, sedentario. La coppia mantiene lo stesso partner per molti anni (record documentati: 15+ anni di unione) e difende un territorio di 5-30 ettari da altri Strigiformes (anche di altre specie). La comunicazione è complessa: include il caratteristico canto territoriale del maschio (“kju-kju-kju” ripetuto), il “miagolio” della femmina che chiede cibo al maschio, allarmi crepuscolari, posture di minaccia (gonfia il piumaggio per apparire più grande).
La nidificazione avviene tra aprile e luglio. Le coppie scelgono cavità preesistenti (vecchi alberi cavi, fessure di ruderi, cassette nido). La femmina depone 3-5 uova bianche in maggio; l’incubazione dura 28-30 giorni, effettuata principalmente dalla femmina mentre il maschio caccia per entrambi. I pulcini nascono coperti di piumino bianco e dipendono dai genitori per 35-40 giorni prima dell’involata. La longevità è di 9 anni in natura in media, con record documentati di 18+ anni. La maturità sessuale viene raggiunta a 1 anno.
Il significato simbolico della Civetta è ricchissimo e diviso in due tradizioni opposte. Nel mondo greco antico era simbolo della dea Atena (Roma: Minerva), patrona della saggezza, della filosofia e della guerra strategica: la “Civetta di Atene” appariva su tutte le monete d’argento (tetradrachmae) della città dal 510 a.C., divenute le più importanti monete dell’antichità classica. Il detto “portar civette ad Atene” (noctuas Athenas portare in latino) significa “fare cosa inutile”. La Civetta era inoltre simbolo dei filosofi: Hegel scriveva che “la civetta di Minerva spicca il volo al crepuscolo“, metafora della filosofia che comprende il mondo solo a fine di un’epoca storica. Al contrario, nel folklore popolare italiano, francese, slavo la Civetta è stata spesso associata alla cattiva sorte, alla morte, alle streghe: il suo canto crepuscolare presso le case era considerato presagio di un decesso imminente. In particolare il pittore romano del XVII secolo Salvator Rosa la dipinse come simbolo di malinconia. Curiosità ornitologica: le borre rigurgitate dalle Civette sono ampiamente utilizzate nelle scuole italiane per laboratori didattici: gli studenti dissezionano le borre per identificare ossa e crani di micromammiferi, contribuendo a censimenti regionali della fauna.
Pro
- Simbolo della dea Atena, della sapienza filosofica
- Icona di monete antiche di Atene (V sec. a.C.)
- Controllo biologico degli insetti dannosi all'agricoltura
- Longevità eccezionale per un piccolo rapace (record 18+ anni)
Contro
- Specie protetta (Direttiva UE Allegato I, Italia L.157/92)
- In declino del 30-40% in molti paesi europei
- Folklore italo-francese: associata erroneamente a cattiva sorte
- Vulnerabile a intensificazione agricola e pesticidi



