Marmotta Alpina
Roditori

Marmotta Alpina

Marmota marmota

La Marmotta Alpina (Marmota marmota) è un grande roditore delle praterie d’alta quota, famosa per il fischio d’allarme e per il lungo letargo invernale.

Caratteristiche

Nome scientificoMarmota marmota
Peso4-10 kg (stagionale)
Durata di vita15-18 anni (20 in cattività)
TagliaMedia (40-60 cm + coda)
Energia3/5
Addestrabilità1/5
Perdita di pelo3/5

Carattere

Diurna, sociale, territoriale. Vive in colonie familiari. Sentinella vigile: fischio d'allarme codificato per ogni predatore. 6-7 mesi di letargo all'anno.

Alimentazione

Erbivora stretta: erbe, fiori, germogli. 1,5 kg di vegetazione al giorno in estate per accumulare grasso bruno per il letargo. Non beve mai (acqua dal cibo e dalla rugiada).

La Marmotta Alpina (Marmota marmota) è un grande roditore tipico dei prati d’alta quota delle Alpi. Famosa per il fischio d’allarme acuto che echeggia tra le valli, è una delle specie più amate della fauna alpina europea, simbolo dei pascoli soleggiati e delle morene rocciose. Trascorre oltre metà della sua vita in letargo profondo, sopravvivendo all’inverno alpino in tane sotterranee strettamente collettive.

Classificazione e categoria

La Marmotta Alpina appartiene all’ordine dei Rodentia, famiglia Sciuridae (gli scoiattoli), sottofamiglia Xerinae, genere Marmota. Il genere comprende quattordici specie distribuite tra Eurasia e Nord America, tra cui la Marmotta Bobak delle steppe asiatiche e la Marmotta del Vancouver (criticamente minacciata). Si tratta di uno dei più grandi roditori europei: la lunghezza del corpo è di 40-60 cm, a cui si aggiunge una coda di 13-16 cm. Il peso adulto varia molto stagionalmente: 4-5 kg al risveglio primaverile, fino a 8-10 kg prima del letargo autunnale.

Habitat e distribuzione

L’habitat della Marmotta Alpina è costituito dai prati alpini d’altitudine, sopra il limite del bosco, generalmente tra i 1.500 e i 3.000 metri di quota. Predilige versanti soleggiati con buona copertura erbacea, alternati a rocce, massi e morene utili come punti di osservazione e per ricavare l’entrata delle tane. Lo strato di terreno deve essere abbastanza profondo da permettere la costruzione di sistemi di gallerie sotterranee estese fino a 10 metri di lunghezza e 2-3 metri di profondità.

La distribuzione naturale comprende l’intero arco alpino: Italia (Alpi e Appennino settentrionale dopo recente reintroduzione), Francia, Svizzera, Austria, Germania meridionale, Slovenia e Liechtenstein. Reintroduzioni di successo hanno riportato la specie nei Pirenei (Francia/Spagna), nei Carpazi, nel Massiccio Centrale francese, nei Vosgi, nella Foresta Nera tedesca e in alcuni settori degli Appennini. Lo stato di conservazione è classificato come Least Concern (LC) dalla IUCN; la specie è cacciabile in alcuni paesi dell’arco alpino (Italia esclusa, dove è protetta dal 1992 nei parchi nazionali e da molte regioni).

Alimentazione

La Marmotta Alpina è strettamente erbivora. La dieta è composta principalmente da erbe, fiori (in particolare leguminose e composite), germogli, foglie tenere, occasionalmente bacche e insetti accidentalmente ingeriti. Durante la stagione attiva, da aprile a settembre, una marmotta adulta consuma circa 1,5 kg di vegetazione al giorno, accumulando uno spesso strato di grasso corporeo che le permetterà di sopravvivere ai 6-7 mesi di letargo.

Non costruisce vere riserve alimentari come scoiattoli o castori: l’accumulo è interamente sotto forma di grasso bruno, particolarmente efficiente nel rilasciare energia durante l’ibernazione. Solo una piccola quantità di erba secca viene portata nella tana per servire da lettiera isolante. L’acqua viene ricavata interamente dalla rugiada e dai vegetali freschi: la marmotta non ha mai bisogno di bere.

Caratteristiche fisiche

La Marmotta Alpina ha un corpo tozzo e robusto, con zampe corte e potenti, testa larga e occhi posti in alto sui lati del cranio per una vista panoramica. Il pelame è folto e di due tipi: un sottopelo lanoso isolante e peli di guardia più lunghi e ruvidi, di colore variabile dal grigio al bruno con sfumature rossicce sui fianchi. La coda è coperta da peli neri all’estremità.

Le mascelle sono dotate di quattro incisivi arancioni a crescita continua (come in tutti i roditori), straordinariamente forti per masticare radici e cortecce. Le zampe anteriori hanno cinque dita munite di robusti artigli adatti allo scavo: una marmotta è capace di scavare gallerie attraverso terreno duro, persino tra le pietre. Le zampe posteriori sono palmate solo nei polpastrelli e servono come spinta in fuga. Maschi e femmine sono molto simili, con i maschi solo leggermente più grandi.

Curiosità e comportamento

La Marmotta Alpina è un animale diurno, sociale e territoriale. Vive in colonie familiari composte da una coppia dominante e da 5-15 individui imparentati (sub-adulti, giovani dell’anno precedente e cuccioli). Ogni colonia difende un territorio di 1-3 ettari, segnalandolo con secrezioni delle ghiandole guanciali strofinate su rocce e arbusti.

Il celebre fischio d’allarme (in realtà un grido prodotto dalla laringe, non dal naso come si pensava) ha frequenza, durata e numero di emissioni che variano in base al tipo di predatore: un fischio singolo prolungato segnala un’aquila reale o un’altra minaccia dal cielo; una serie di fischi corti indica un predatore terrestre (volpe, ermellino, cane). Gli altri membri della colonia rispondono fuggendo verso la tana più vicina.

Il letargo è la fase più estrema della sua vita: da metà ottobre a inizio aprile, tutto il gruppo si chiude in una camera sotterranea sigillata con terra e feci; la temperatura corporea scende da 38 °C a circa 5 °C, il battito cardiaco da 200 a 5-15 al minuto, la respirazione da 16 atti a 2-3 al minuto. Durante il letargo le marmotte si svegliano periodicamente ogni 2-3 settimane per espellere urine, scaldarsi e riprendere il sonno. La perdita di peso è del 40-50%. La maturità sessuale è raggiunta a 3 anni; le femmine si riproducono al massimo ogni 2 anni, partorendo 2-7 piccoli. La longevità è notevole: 15-18 anni in natura, fino a 20 in cattività.

Pro

  • Specie iconica della fauna alpina
  • Facilmente osservabile in alta quota
  • Reintroduzione di successo in molti massicci europei
  • Longeva (oltre 15 anni in natura)

Contro

  • Specie selvatica, NON è un animale da compagnia
  • Protetta in molti paesi europei
  • Necessita ambienti alpini specifici
  • Vulnerabile al cambiamento climatico

Domande frequenti

Perché la Marmotta fischia?
Per avvertire i conspecifici di un pericolo. Il fischio varia: lungo singolo per minacce dal cielo, brevi multipli per terrestri.
Quanto dura il letargo?
6-7 mesi, da metà ottobre a inizio aprile, con la temperatura corporea che scende da 38 °C a 5 °C.
È vero che le marmotte si abbracciano nella tana?
Sì, fino a 15 individui di una stessa famiglia ibernano insieme per conservare il calore.
Dove osservare marmotte in Italia?
Parco Gran Paradiso, Stelvio, Adamello-Brenta, Dolomiti Bellunesi: tutti accessibili nei mesi estivi.

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