Ratto Nero
Rattus rattus
Il Ratto nero (Rattus rattus), detto anche ratto delle navi o ratto dei tetti, è uno dei roditori più diffusi e storicamente importanti del mondo. Più snello e agile del ratto norvegese, con orecchie grandi e una coda più lunga del corpo, è un abilissimo arrampicatore che predilige i piani alti, i tetti e gli alberi. Originario dell’Asia tropicale, ha seguito l’uomo in tutto il pianeta a bordo delle navi, diventando una specie commensale e invasiva. È tristemente celebre per il ruolo storico che gli viene attribuito nella diffusione della peste, attraverso le sue pulci. Nel portale si affianca al Ratto norvegese tra i muridi, completando la coppia dei grandi ratti commensali.
Caratteristiche
Carattere
Roditore notturno, sociale, intelligente e straordinariamente adattabile. NON è un comune animale da compagnia (i ratti domestici derivano dal ratto norvegese): il ratto nero è una specie selvatica e commensale, schiva e diffidente, con una spiccata neofobia (paura delle novità) che lo rende cauto verso oggetti e cibi nuovi. È un arrampicatore agilissimo, attivo soprattutto di notte, che predilige i luoghi asciutti e sopraelevati. Vive in gruppi sociali e si riproduce con grande rapidità. La sua intelligenza e adattabilità lo rendono affascinante dal punto di vista biologico, ma anche difficile da controllare come parassita e pericoloso come specie invasiva per la fauna delle isole.
Alimentazione
Onnivoro opportunista, con una preferenza spiccata per i vegetali rispetto al ratto norvegese: predilige frutta, semi e cereali, ma consuma anche germogli, radici, insetti, piccoli invertebrati, avanzi alimentari e, soprattutto sulle isole dove è introdotto, uova e nidiacei. La sua straordinaria flessibilità alimentare spiega l'enorme successo come specie commensale. Mostra però neofobia alimentare: diffida dei cibi nuovi e ne assaggia all'inizio solo piccole quantità, un comportamento che lo rende difficile da eliminare con le esche. È un grande consumatore e contaminatore di derrate immagazzinate.
Il Ratto nero (Rattus rattus), noto anche come ratto delle navi, ratto dei tetti o ratto domestico, è uno dei roditori più diffusi, adattabili e storicamente influenti del pianeta. Pur essendo spesso temuto e perseguitato, è un animale di straordinario successo evolutivo. Caratterizzato da:
- Il corpo snello e agile: più slanciato e leggero del ratto norvegese, è un arrampicatore eccezionale
- La coda lunghissima: più lunga della testa e del corpo messi insieme, a differenza di quella del ratto norvegese
- Le orecchie grandi e gli occhi prominenti, segni del suo adattamento notturno
- La vita “in alto”: predilige tetti, soffitte, alberi e piani superiori (da cui “ratto dei tetti”)
- La diffusione mondiale: ha seguito l’uomo ovunque a bordo delle navi
- Il ruolo storico: è classicamente associato alla diffusione della peste
Entra nel portale tra i muridi (murini), accanto al Ratto norvegese: con lui completa la coppia dei due grandi ratti commensali dell’uomo, le due specie del genere Rattus che più di ogni altra hanno legato il loro destino al nostro.
Classificazione e categoria
Il Ratto nero appartiene all’ordine dei Rodentia, famiglia Muridae (i muridi, la più vasta famiglia di mammiferi), genere Rattus. La specie è Rattus rattus. Nel portale è collocato tra i murini, accanto ad altri muridi come il ratto norvegese, il topo comune, il topo selvatico e il topolino delle risaie.
È fondamentale distinguerlo dal suo “cugino” più grande, anch’esso presente nel portale:
- Il Ratto norvegese (Rattus norvegicus, o ratto delle chiaviche): più grande, robusto e pesante, con orecchie piccole, muso tozzo e una coda più corta del corpo; vive soprattutto al suolo, in tane, fogne e cantine
- Il Ratto nero è invece più piccolo e snello, con orecchie grandi, muso appuntito e una coda più lunga del corpo; è un arrampicatore che predilige i piani alti
- La regola pratica: coda più lunga del corpo + orecchie grandi + corpo snello = ratto nero; coda più corta + orecchie piccole + corpo massiccio = ratto norvegese
La combinazione di corpo snello + coda lunghissima + grandi orecchie + abitudini arrampicatrici è la “carta d’identità” del ratto nero.
Etimologia: il nome scientifico Rattus rattus ripete semplicemente il termine latino per “ratto”; il nome comune “ratto delle navi” ne ricorda la storica diffusione via mare. Nonostante il nome “nero”, il colore del mantello è variabile e non sempre scuro.
I parametri morfologici:
- Lunghezza del corpo: circa 16-24 cm, più una coda ancora più lunga
- Peso: in genere circa 75-230 g, comunque inferiore a quello del ratto norvegese
- Aspetto: roditore slanciato e agile, dal muso appuntito e dalla lunga coda nuda
La longevità: in natura vive in genere circa un anno, raramente di più, a causa della forte predazione; in cattività può raggiungere i 2-3 anni. Riproduzione: estremamente prolifico, con più cucciolate all’anno di numerosi piccoli ciascuna.
Habitat e distribuzione
Il Ratto nero è una specie commensale dell’uomo, originaria dell’Asia tropicale ma oggi presente in gran parte del mondo:
- Origine: il subcontinente indiano e il Sud-est asiatico
- Diffusione: cosmopolita, grazie al trasporto involontario a bordo di navi e mezzi umani
Habitat preferiti — ambienti vari, spesso legati all’uomo e ai luoghi elevati:
- Edifici: soffitte, tetti, magazzini e piani alti (da cui il nome “ratto dei tetti”)
- Alberi e vegetazione: grazie alle sue doti di arrampicatore
- Porti, navi e aree costiere, storici punti di diffusione
- Isole, dove come specie introdotta può causare gravi danni
È un animale notturno, sociale e agilissimo. A differenza del ratto norvegese, che predilige il suolo e gli ambienti umidi (fogne, cantine), il ratto nero ama i luoghi asciutti e sopraelevati, muovendosi con grande disinvoltura su funi, cavi, rami e strutture verticali. È schivo e diffidente, e tende a evitare le novità nell’ambiente (neofobia).
Dal punto di vista della conservazione, il Ratto nero è tutt’altro che minacciato: è una delle specie di maggior successo al mondo. Al contrario, come specie invasiva rappresenta una grave minaccia per la fauna autoctona di molte isole, dove preda uova, uccelli nidificanti, rettili e invertebrati, contribuendo all’estinzione di numerose specie. È inoltre un importante portatore di malattie e un dannoso parassita delle derrate alimentari.
Alimentazione
Il Ratto nero è onnivoro, ma con una spiccata preferenza per i vegetali rispetto al ratto norvegese, più carnivoro. La sua dieta comprende:
- Frutta, semi e cereali: la componente preferita della dieta
- Germogli, radici e materiale vegetale di vario tipo
- Insetti e piccoli invertebrati
- Avanzi e derrate alimentari negli ambienti umani
- Uova e nidiacei, soprattutto sulle isole dove è introdotto
Caratteristiche del suo comportamento alimentare:
- Opportunista e adattabile: sa sfruttare le risorse più disparate, il che spiega il suo enorme successo
- Tendenza “frugivora”: predilige frutta e semi, ed è un grande consumatore di prodotti vegetali immagazzinati
- Neofobia alimentare: diffida dei cibi nuovi, assaggiandone all’inizio piccole quantità — un comportamento che lo rende difficile da eliminare con le esche
Proprio questa straordinaria flessibilità alimentare, unita alla capacità di arrampicarsi e alla prolificità, ha reso il ratto nero uno dei mammiferi più diffusi e di maggior successo del pianeta, ma anche un temibile parassita delle scorte alimentari.
Caratteristiche fisiche
Il Ratto nero è un roditore slanciato ed elegante nel suo genere, costruito per l’agilità. Caratteristiche fisiche:
Il corpo da arrampicatore:
- Corporatura snella e leggera, più affusolata di quella del ratto norvegese
- Coda lunghissima e nuda, più lunga della testa e del corpo, fondamentale per l’equilibrio
- Zampe agili, adatte ad arrampicarsi su superfici verticali
La testa e i sensi:
- Muso appuntito ed espressivo
- Orecchie grandi, sottili e quasi prive di pelo, proporzionalmente più ampie di quelle del ratto norvegese
- Occhi prominenti, adattati alla vita notturna; udito e olfatto molto sviluppati
Il mantello:
- Colore variabile: nonostante il nome, può essere nero-grigiastro, bruno o più chiaro, spesso con ventre più pallido
- Pelo fitto e corto, tipico dei muridi
Curiosità, storia e impatto
Il Ratto nero è un animale dalla storia profondamente intrecciata con quella umana: per quanto detestato, ha viaggiato con noi per millenni e ha lasciato un segno enorme, nel bene e nel male, sulla storia e sugli ecosistemi.
Curiosità del ratto delle navi: la straordinaria diffusione mondiale del ratto nero è dovuta quasi interamente all’uomo. Salendo a bordo delle navi mercantili, questo roditore ha viaggiato lungo le rotte commerciali fin dall’antichità, colonizzando porti, città e isole di ogni continente. È uno degli esempi più clamorosi di specie “trasportata” dall’uomo in tutto il pianeta.
Curiosità del legame con la peste: il ratto nero è tristemente celebre per il ruolo che gli viene storicamente attribuito nella diffusione della peste, in particolare della grande pandemia medievale (la “Morte Nera”). Non era il ratto in sé a trasmettere direttamente la malattia, ma le pulci che vivevano su di esso, veicolo del batterio responsabile. Spostandosi con le merci e gli uomini, i ratti e le loro pulci contribuirono a diffondere il contagio lungo le vie commerciali. Studi moderni discutono i dettagli di questo ruolo, ma l’associazione tra ratto nero e peste resta uno dei capitoli più noti della storia delle epidemie.
Curiosità del nome ingannevole: nonostante si chiami “ratto nero”, il colore del suo mantello è in realtà molto variabile, e molti individui non sono affatto neri ma bruni o grigiastri. Il nome scientifico, Rattus rattus, si limita a ripetere la parola latina per “ratto”, quasi a indicarne il ruolo di ratto “per antonomasia”.
Curiosità dell’arrampicatore acrobata: a differenza del ratto norvegese, legato al suolo, il ratto nero è un funambolo straordinario. Riesce a correre lungo cavi, funi e rami sottili, ad arrampicarsi su muri ruvidi e a raggiungere i piani più alti degli edifici. Questa abilità gli ha valso il nome di “ratto dei tetti” e gli consente di sfruttare nicchie inaccessibili ad altri roditori.
Curiosità del flagello delle isole: introdotto accidentalmente su isole di tutto il mondo, il ratto nero è diventato una delle peggiori specie invasive per la fauna selvatica. Predando uova, pulcini, rettili e invertebrati, ha contribuito al declino e all’estinzione di numerose specie insulari, soprattutto uccelli marini incapaci di difendere i nidi. Per questo, molti progetti di conservazione mirano oggi a eradicarlo dalle isole più vulnerabili.
Impatto e convivenza: il Ratto nero resta, insieme al ratto norvegese, uno dei roditori più importanti dal punto di vista sanitario ed ecologico. Da un lato è un parassita delle derrate e un potenziale portatore di malattie; dall’altro è un animale intelligente, adattabile e affascinante, simbolo della straordinaria capacità dei roditori di prosperare al fianco dell’uomo. Comprenderne biologia e comportamento è essenziale sia per gestirne le popolazioni sia per proteggere gli ecosistemi che esso può minacciare.
Pro
- Roditore intelligente, agilissimo e di straordinario successo evolutivo
- Arrampicatore eccezionale, capace di sfruttare nicchie inaccessibili ad altri
- Fa parte, con il ratto norvegese, della coppia dei grandi ratti commensali
- Di grande interesse storico, sanitario ed ecologico
Contro
- NON è un animale da compagnia: è una specie selvatica e commensale
- Parassita delle derrate e potenziale portatore di malattie
- Tra le peggiori specie invasive per la fauna delle isole (preda uova e nidiacei)
- Neofobia e prolificità lo rendono difficile da controllare



