Papavero della California

Foto: Kaldari · CC0

Fiori

Papavero della California

Eschscholzia californica

Il papavero della California è un fiore dai petali serici arancio-dorati, che tappezza di luce le praterie assolate ed è il fiore simbolo della California.

Caratteristiche

Nome scientificoEschscholzia californica
Altezza20–40 cm
EsposizionePieno sole
AcquaScarsa, molto resistente alla siccità
TerrenoPovero, sabbioso e ben drenato
TossicitàLievemente tossica se ingerita in quantità
CrescitaRapida, annuale o perenne breve
TemperaturaRustica, ama i climi caldi
FiorituraDall'estate all'autunno
IrrigazioneScarsa, poco esigente

Coppe di sole nel prato

Il papavero della California è una pianta erbacea della famiglia delle Papaveracee, la stessa dei papaveri. I suoi fiori sono coppe di quattro petali serici e luminosi, nei toni brillanti dell'arancione, del giallo-oro e talvolta del rosso. Le foglie sono finemente divise, di un verde-azzurro glauco. I fiori si aprono al sole e si richiudono di notte e nelle giornate nuvolose, un comportamento che in tedesco le ha valso il soprannome di "berrettino da notte".

Origine e habitat

È originaria degli Stati Uniti occidentali e del Messico, in particolare della California e della Baja California, e si è naturalizzata in molte parti del mondo, comprese Australia, Sudafrica ed Europa. Cresce spontanea in praterie, pendii e terreni disturbati assolati.

Coltivazione

È facilissima da coltivare e molto rustica. Vuole pieno sole e un terreno povero, sabbioso e ben drenato; una volta radicata è estremamente resistente alla siccità. Si semina direttamente a dimora in primavera, perché mal sopporta i trapianti. Fiorisce a lungo, dall'estate all'autunno, e si autosemina generosamente ricomparendo ogni anno.

Curiosità

È il fiore ufficiale dello Stato della California dal 1903, e la sua fioritura di massa colora di arancione interi versanti nelle celebri "super blooms". Ebbe vari usi nell'erboristeria dei popoli nativi. La pianta contiene alcaloidi ed è considerata lievemente tossica se ingerita in quantità.

Cura

Richiede pochissime attenzioni: nessuna concimazione, annaffiature scarse e pieno sole. Rimuovere i fiori appassiti prolunga la fioritura, ma lasciarne alcuni permette l'autosemina per l'anno successivo.

Stagionalità della fioritura

GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDic

Consigli pratici

Idratazione

Fabbisogno idrico Scarsa, molto resistente alla siccità: verifica sempre l'umidità del substrato prima di annaffiare.

Posizione

Predilige Pieno sole: garantisci la giusta esposizione e ruota la pianta per una crescita uniforme.

Substrato

Terreno consigliato: Povero, sabbioso e ben drenato. Rinnova il substrato ogni 1-2 anni per non impoverirlo.

Foglie

Spolvera le foglie con un panno umido per favorire la fotosintesi.

Concimazione

Concima durante il periodo vegetativo (primavera-estate) e sospendi in inverno.

Pro

  • Fioritura lunga e luminosa color oro
  • Molto resistente alla siccità
  • Si autosemina, facilissima da coltivare

Contro

  • Mal sopporta i trapianti
  • Lievemente tossica se ingerita in quantità

Domande frequenti

Perché i fiori si chiudono di notte?
È un comportamento naturale: le coppe di petali si aprono al sole e si richiudono al buio e nelle giornate nuvolose. In tedesco questo le è valso il soprannome di 'berrettino da notte'.
È facile da coltivare?
Molto. Vuole solo pieno sole e un terreno povero e ben drenato. È rustica e molto resistente alla siccità. Si semina direttamente a dimora, perché non ama i trapianti.
Si autosemina?
Sì, generosamente. Lasciando maturare qualche capsula, la pianta si ridissemina e ricompare ogni anno, colonizzando gli spazi soleggiati del giardino.
È tossica?
Contiene alcaloidi ed è considerata lievemente tossica se ingerita in quantità. Va tenuta a distanza da bambini e animali che potrebbero mangiarne le parti.

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