Geco Comune
Tarentola mauritanica
Il Geco Comune (Tarentola mauritanica), detto anche tarantola muraiola, è il geco delle case del Mediterraneo: un piccolo rettile grigio-bruno dalla pelle “spinosa”, dai grandi occhi senza palpebre e dai polpastrelli adesivi che gli permettono di camminare a testa in giù sui muri e sui soffitti. Notturno e insettivoro, di sera caccia falene e zanzare attorno alle luci, rendendo un prezioso servizio. Del tutto innocuo per l’uomo, nonostante antiche e infondate fame di velenosità. IUCN Least Concern.
Caratteristiche
Carattere
Piccolo rettile notturno, solitario e territoriale, ma straordinariamente tollerante della vicinanza dell'uomo. Schivo e mimetico di giorno, di sera diventa attivo cacciatore presso le luci. I maschi difendono il loro tratto di muro e possono emettere versi. Non è un animale "da coccole" — non va maneggiato — ma è del tutto innocuo, utile e affascinante da osservare. In terrario richiede calore, ripari verticali e prede vive, ma resta un selvatico, non un animale docile.
Alimentazione
Insettivoro notturno e crepuscolare. Caccia falene e farfalle notturne, zanzare, mosche e altri ditteri, coleotteri, ragni, grilli e vari piccoli artropodi, occasionalmente prede più grandi a sua portata. Si apposta immobile presso lampioni e lampade esterne, sfruttando il "ristorante" creato dalla luce per gli insetti, e cattura le prede con uno scatto fulmineo. Per questa dieta è un alleato prezioso e gratuito contro zanzare e insetti molesti attorno alle case.
Il Geco Comune (Tarentola mauritanica), noto anche come tarantola muraiola o geco muraiolo, in inglese “common wall gecko” o “Moorish gecko”, è il geco delle case del Mediterraneo occidentale: il piccolo rettile che d’estate compare immobile sui muri, accanto alle lampade, a caccia di insetti. Famoso per:
- I polpastrelli adesivi: piedi dotati di speciali lamelle che gli permettono di arrampicarsi su superfici lisce e verticali e perfino di camminare a testa in giù sui soffitti
- I grandi occhi senza palpebre: protetti da una “lente” trasparente fissa, con pupilla verticale, adattati alla vita notturna
- La pelle “spinosa”: grigio-brunastra, coperta di tubercoli rilevati che gli danno un aspetto ruvido e mimetico
- Il legame con le case dell’uomo: vive volentieri su muri, facciate e ruderi, ed è uno degli animali più “domestici” tra i rettili selvatici
- L’utilità: divorando falene, zanzare e altri insetti notturni, è un alleato prezioso e gratuito contro i fastidi estivi
- La voce: a differenza di quasi tutti i rettili, può emettere piccoli versi e squittii
Stato IUCN: Least Concern (LC), comune e diffuso. È il primo geco di questo portale e inaugura il gruppo dei Gechi: accanto a lucertole, camaleonti, agamidi, iguane e varani, rappresenta una delle famiglie di rettili più affascinanti e di maggior successo, quella dei piccoli arrampicatori notturni dalle dita “magiche”.
Classificazione e categoria
Il Geco Comune appartiene all’ordine Squamata (gli squamati, rettili con squame, che comprende lucertole e serpenti), sottordine dei sauri, famiglia Phyllodactylidae (un tempo era classificato tra i Gekkonidae, i gechi in senso stretto), genere Tarentola. È uno dei gechi più grandi e robusti d’Europa.
I gechi sono un grande raggruppamento di rettili facilmente riconoscibile per alcuni tratti unici:
- I polpastrelli adesivi (lamelle), assenti nelle comuni lucertole
- Gli occhi privi di palpebre mobili, coperti da una squama trasparente fissa
- La capacità di vocalizzare, rarissima negli altri rettili
- Abitudini in gran parte notturne
Da non confondere con le vere lucertole (di solito diurne, dagli occhi con palpebre e dai piedi senza polpastrelli adesivi), già presenti nel portale con il gruppo Lucertole.
Etimologia: il nome del genere “Tarentola” e il nome volgare “tarantola” derivano dalla città di Taranto — la stessa origine del ragno “tarantola” — il che ha alimentato per secoli la falsa credenza che il geco fosse velenoso. “mauritanica” significa “della Mauretania”, l’antica provincia romana del Nord Africa.
I parametri morfologici:
- Lunghezza totale: fino a circa 15 cm, coda compresa (corpo 7-8 cm)
- Peso: pochi grammi (circa 5-12 g)
- Taglia: piccola, ma è tra i gechi più grandi d’Europa
La longevità: notevole per un animale così piccolo — comunemente 5-8 anni, con casi che superano i 10. Riproduzione: ovipara; la femmina depone in genere 1-2 uova dal guscio duro, anche due volte l’anno, nascoste in fessure di muri e rocce.
Habitat e distribuzione
Il Geco Comune è una specie tipicamente mediterranea occidentale:
- Areale: penisola iberica, Francia meridionale, Italia (compresa gran parte delle isole), e le coste nord-occidentali dell’Africa (Maghreb). È stato inoltre introdotto in varie altre regioni del mondo (Americhe comprese)
Habitat preferiti:
- Ambienti rocciosi e assolati: pareti di roccia, muretti a secco, cave, scogliere
- Le costruzioni umane: è una specie marcatamente sinantropica, che predilige muri, facciate, ruderi, recinzioni e l’interno o l’esterno delle case
- Vicino alle fonti di luce: di notte si raduna presso lampioni e lampade esterne, dove gli insetti abbondano
È un animale termofilo, amante del caldo: di giorno può prendere il sole nascosto in una fessura, mentre di notte esce a caccia. Nelle regioni più fredde trascorre l’inverno in latenza (una sorta di letargo), rifugiato nelle crepe dei muri. La sua straordinaria capacità di vivere a stretto contatto con l’uomo lo rende uno dei rettili più familiari e diffusi del Mediterraneo.
Stato IUCN: Least Concern (LC). Specie comune, adattabile e in alcune aree perfino in espansione, anche grazie all’introduzione accidentale in nuovi territori.
Alimentazione
Il Geco Comune è un predatore insettivoro dall’attività soprattutto notturna e crepuscolare. Mangia:
- Falene e farfalle notturne, attratte dalle luci
- Zanzare, mosche e altri ditteri
- Coleotteri, ragni, grilli e vari piccoli artropodi
- Occasionalmente, prede più grandi a sua portata (perfino piccoli gechi)
Le strategie di caccia:
- L’agguato presso le luci: si posiziona immobile vicino a una lampada e attende che gli insetti gli passino a tiro, sfruttando il “ristorante” creato dall’illuminazione umana
- Lo scatto fulmineo: cattura la preda con un rapido balzo e con la bocca
- La pazienza notturna: alterna lunghe attese a brevi spostamenti, mimetizzandosi col substrato
Caratteristica chiave: proprio per questa dieta, il geco è un alleato prezioso e gratuito dell’uomo. Tenere a bada falene e soprattutto zanzare attorno alle case lo rende un ospite estivo da accogliere con favore, non da scacciare.
Caratteristiche fisiche
Il Geco Comune è un piccolo rettile dall’aspetto tozzo, appiattito e “spinoso”. Caratteristiche fisiche:
Corpo e pelle:
- Colorazione grigio-brunastra, variabile, capace di schiarirsi o scurirsi per mimetizzarsi e termoregolarsi
- Pelle ricoperta di tubercoli rilevati (i caratteristici “spinotti”), che gli danno un aspetto ruvido
- Corpo appiattito e zampe robuste, ideali per aderire alle superfici
La testa e gli occhi:
- Testa larga e appiattita
- Grandi occhi senza palpebre mobili, protetti da una squama trasparente fissa (che pulisce leccandola con la lingua) e dotati di pupilla verticale
Le dita “magiche”:
- Polpastrelli espansi muniti di lamelle adesive: milioni di microscopiche setole sfruttano deboli forze di adesione (forze di van der Waals) che permettono di aggrapparsi anche al vetro
- Presenza di piccoli artigli sulle dita
Caratteristiche prestazionali:
- Arrampicata estrema: scala muri lisci e cammina a testa in giù sui soffitti
- Autotomia caudale: può staccare volontariamente la coda per sfuggire ai predatori, poi la rigenera (più tozza e diversa)
- Vocalizzazione: emette squittii e versi, fatto raro tra i rettili
Curiosità e comportamento
Il Geco Comune è un animale solitario, notturno e territoriale. I maschi difendono il loro tratto di muro o di roccia dai rivali, e in primavera-estate è facile sentirne i versi nelle notti calde. Pur essendo selvatico, ha imparato a convivere con l’uomo come pochi altri rettili, diventando una presenza familiare di tante estati mediterranee.
Curiosità delle dita che sfidano la gravità: il “superpotere” del geco sta nei suoi polpastrelli. Ogni dito è coperto da lamelle che portano milioni di minuscoli filamenti chiamati setole, a loro volta ramificati in strutture ancora più piccole. Questo enorme numero di punti di contatto sfrutta le deboli forze molecolari di van der Waals, sommandole fino a sostenere il peso dell’animale: ecco perché il geco può restare attaccato a un vetro o camminare sul soffitto. Questa “colla a secco” naturale è studiata dagli ingegneri per creare adesivi e materiali bio-ispirati.
Curiosità della coda di scorta: come molte lucertole, anche il geco pratica l’autotomia, cioè può staccare di proposito la propria coda quando viene afferrato da un predatore. La coda staccata continua a muoversi per qualche istante, distraendo l’aggressore e dando al geco il tempo di fuggire. La coda poi ricresce, ma di solito ha una forma e una colorazione leggermente diverse dall’originale, perché sostenuta da una struttura cartilaginea.
Curiosità del rettile che “parla”: a differenza della maggior parte dei rettili, silenziosi, i gechi sono noti per la loro capacità di vocalizzare. Il Geco Comune può emettere piccoli squittii, schiocchi e versi striduli, soprattutto durante le interazioni tra individui o quando viene disturbato. È un comportamento sorprendente, che contribuisce al fascino “diverso” di questi animali.
Curiosità del nome che spaventa: il nome scientifico Tarentola e il volgare “tarantola” derivano dalla città di Taranto, la stessa origine che ha dato il nome al ragno tarantola. Questa associazione, unita all’aspetto insolito, ha alimentato per secoli la falsa e diffusa credenza che il geco fosse velenoso o pericoloso. In realtà il Geco Comune è completamente innocuo per l’uomo: non è velenoso, non morde se non maneggiato, e la sua presenza in casa è anzi un vantaggio.
Curiosità degli occhi sempre aperti: il geco non ha palpebre mobili. I suoi occhi sono protetti da una squama trasparente fissa, una sorta di “lente a contatto” permanente, che mantiene sempre l’occhio aperto. Per pulirla dalla polvere, il geco usa la lingua, leccandosi periodicamente l’occhio — un gesto curioso e tipico. La pupilla verticale, capace di restringersi a fessura, lo protegge dalla luce intensa e lo aiuta a vedere bene anche di notte.
Curiosità del portafortuna di casa: in molte zone del Mediterraneo il geco è considerato, al contrario delle vecchie superstizioni negative, un ospite gradito e perfino di buon auspicio. Vederlo comparire sul muro nelle sere d’estate è un segno che la bella stagione è arrivata, e la sua opera silenziosa contro zanzare e insetti molesti lo ha reso, per chi lo conosce, un piccolo guardiano benvenuto delle case.
Pro
- Alleato gratuito contro zanzare, falene e insetti molesti d'estate
- Del tutto innocuo per l'uomo (non velenoso, non aggressivo)
- Resistente e adattabile; IUCN Least Concern, comune e diffuso
- Affascinante da osservare: si arrampica sui vetri e cammina sui soffitti
Contro
- È un animale selvatico, non va maneggiato (può perdere la coda per stress)
- In terrario richiede calore, UV moderati, ripari verticali e prede vive
- Notturno: di giorno resta nascosto e poco visibile
- Vittima di pregiudizi infondati (falsa fama di velenosità)



