Mammiferi

Petauro dello zucchero

Petaurus breviceps

Piccolo, notturno e planatore, il petauro dello zucchero è un marsupiale che scivola da un albero all'altro grazie a una membrana tra le zampe, come un aliante vivente.

Caratteristiche

Nome scientificoPetaurus breviceps
Peso100–160 g
Durata di vitafino a 10-12 anni
TagliaMolto piccolo: corpo di circa 12-16 cm, più la coda
Energia4/5

Carattere

Notturno, sociale, agile e vocale

Alimentazione

Onnivoro: linfa, nettare, melata, insetti

Il marsupiale che plana

Il petauro dello zucchero è un piccolo e affascinante marsupiale, grande all'incirca come un topo o un piccolo scoiattolo. Il suo tratto più straordinario è una sottile membrana di pelle, chiamata patagio, che si estende lungo i fianchi collegando le zampe anteriori a quelle posteriori. Quando l'animale si lancia da un ramo e allarga gli arti, questa membrana si tende come una piccola vela, permettendogli di planare per notevoli distanze da un albero all'altro. Ha grandi occhi scuri, adatti alla vita notturna, orecchie mobili e una lunga coda folta che usa come timone.

Habitat e distribuzione

Vive nelle foreste dell'Australia e della Nuova Guinea, dove abita le chiome degli alberi. È un animale strettamente arboricolo: trascorre quasi tutta la vita tra i rami, muovendosi con agilità e sfruttando le planate per spostarsi senza dover scendere al suolo. Predilige gli ambienti boscosi ricchi di eucalipti e acacie, che gli offrono cibo e riparo.

Comportamento e dieta

Il petauro dello zucchero è notturno e sociale: in natura vive in piccoli gruppi affiatati. Il suo nome deriva dalla dieta: è ghiotto di sostanze zuccherine come la linfa e la resina degli alberi, il nettare e la melata, che integra con insetti e piccoli invertebrati. È un animale molto vocale e comunica con richiami particolari; possiede inoltre ghiandole odorose con cui marca i membri del gruppo e il territorio.

Curiosità

Come tutti i marsupiali, la femmina alleva i piccoli in un marsupio. La capacità di planare del petauro è un esempio affascinante di convergenza evolutiva: pur non essendo imparentato con gli scoiattoli volanti, ha sviluppato in modo indipendente lo stesso tipo di adattamento al volo planato.

Detenzione e cura

Il petauro dello zucchero è talvolta tenuto come animale esotico, ma è un animale impegnativo, dalle esigenze molto specifiche: ha bisogno di ampi spazi verticali, di compagnia dei suoi simili, di una dieta variata ed equilibrata e di cure attente. Essendo notturno e sociale, mal si adatta a una vita solitaria e in spazi ristretti. Prima di accoglierlo è indispensabile informarsi a fondo e verificare le normative locali sulla sua detenzione.

Pro

  • Straordinaria capacità di planare tra gli alberi
  • Animale sociale e molto vivace
  • Aspetto grazioso e affascinante
  • Popolazioni selvatiche non minacciate

Contro

  • Esigenze molto specifiche se tenuto in cattività
  • Ha bisogno di compagni e ampi spazi verticali
  • Notturno: poco adatto a chi cerca un animale diurno

Domande frequenti

Come fa il petauro dello zucchero a planare?
Grazie a una sottile membrana di pelle, il patagio, che collega le zampe anteriori a quelle posteriori. Quando si lancia da un ramo e allarga gli arti, la membrana si tende come una vela, permettendogli di planare tra gli alberi. Usa la coda folta come timone.
Perché si chiama 'dello zucchero'?
Perché è ghiotto di sostanze zuccherine come la linfa e la resina degli alberi, il nettare e la melata, che costituiscono buona parte della sua dieta, integrata con insetti e piccoli invertebrati.
Il petauro dello zucchero è un buon animale da compagnia?
È un animale impegnativo, dalle esigenze molto specifiche: ha bisogno di ampi spazi verticali, della compagnia dei suoi simili e di una dieta equilibrata. Essendo notturno e sociale, mal si adatta a una vita solitaria. Prima di accoglierlo va verificata anche la normativa locale.
Il petauro è imparentato con lo scoiattolo volante?
No, nonostante le somiglianze. È un marsupiale, mentre gli scoiattoli volanti sono roditori. La loro capacità di planare è un esempio di convergenza evolutiva: adattamenti simili sviluppati in modo indipendente.

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