Merlo
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Merlo

Turdus merula

Il Merlo (Turdus merula) è uno degli uccelli più comuni e amati d’Europa: un tordo dal maschio inconfondibile, di un nero lucente con becco e anello perioculare giallo-arancio, mentre la femmina è bruna. Abitante di giardini, parchi, boschi e città, è celebre soprattutto per il canto: un melodioso, ricco e flautato gorgheggio che è una delle voci più belle della primavera europea. Si nutre a terra, dove “tira fuori” lombrichi e fruga nella lettiera, e in autunno mangia molte bacche. IUCN Least Concern. Completa con Pettirosso e Cardellino il trio di uccelli da giardino del portale.

Caratteristiche

Nome scientificoTurdus merula
Peso80-125 g
Durata di vita~3-4 anni in natura (eccezionalmente molto di più)
TagliaMedia-piccola (24-25 cm)
Energia3/5
Addestrabilità1/5
Perdita di pelo2/5

Carattere

Uccello selvatico diurno e territorial, schivo ma molto adattabile e confidente, tra i più familiari di giardini, parchi e città. Si nutre soprattutto a terra, saltellando e frugando nella lettiera, ed è celebre per il suo canto flautato e melodioso, una delle voci-simbolo della primavera europea. NON è un uccello da gabbia: è avifauna selvatica protetta, da osservare e tutelare in libertà; lo si può favorire mantenendo prati, siepi, alberi e piante da bacche, ed evitando l'uso eccessivo di pesticidi che ne riducono le prede (lombrichi e insetti).

Alimentazione

Onnivoro dalla dieta marcatamente stagionale: in primavera-estate si nutre soprattutto di lombrichi e invertebrati del suolo (vermi, larve, insetti, ragni, lumache), fondamentali anche per nutrire i piccoli; in autunno-inverno passa in gran parte a bacche e frutti (more, sambuco, frutti ornamentali). Si alimenta soprattutto a terra: saltella sui prati e fruga rumorosamente nella lettiera con il becco, ed è celebre per la capacità di individuare ed estrarre i lombrichi dal terreno. La dieta flessibile e lo sfruttamento di prati, siepi e piante da frutto dei giardini sono tra le chiavi del suo successo anche in città.

Il Merlo (Turdus merula), in inglese “common blackbird”, è uno dei passeriformi più familiari e amati del continente: un tordo dal maschio nerissimo e dal canto meraviglioso, presenza fissa di giardini, parchi e città. Famoso per:

  • Il maschio nero col becco arancio: piumaggio nero lucente, becco e anello perioculare giallo-arancio
  • La femmina bruna: di colore bruno-scuro, con gola più chiara e screziata
  • Il canto melodioso: uno dei più belli e ricchi tra gli uccelli europei, voce della primavera
  • La vita da giardino: confidente e diffusissimo in parchi, giardini e centri urbani
  • La caccia ai lombrichi: razzola sui prati e “tira fuori” i vermi dal terreno
  • Il legame con l’uomo: tra gli uccelli selvatici più familiari in assoluto

Stato IUCN: Least Concern (LC). Entra nel portale tra i passeriformi, accanto al Pettirosso e al Cardellino: insieme formano un piccolo trio di classici uccelli da giardino, ognuno rappresentante di una diversa famiglia di passeracei.

Classificazione e categoria

Il Merlo appartiene all’ordine dei Passeriformes (i passeriformi, gli uccelli canori), famiglia Turdidae (i tordi e i merli). La specie è Turdus merula. Nel portale è collocato tra i passeriformi.

È utile distinguerlo da specie simili o dal nome confondibile:

  • Gli altri tordi europei (tordo bottaccio, tordela, cesena): hanno il petto chiaro e macchiettato, ben diverso dal nero uniforme del maschio di merlo
  • Lo storno (Sturnus vulgaris): anch’esso scuro, ma con riflessi metallici e macchioline chiare, becco diverso e portamento più “tozzo”
  • Le cornacchie e i corvi (corvidi): neri ma molto più grandi, con becco robusto e di tutt’altra famiglia
  • Il cosiddetto “blackbird” americano (es. Agelaius): nonostante il nome inglese identico, NON è un tordo ma un itteride, una famiglia tutta diversa

La combinazione di maschio nero lucente + becco e anello oculare giallo-arancio + canto flautato rende il Merlo inconfondibile tra gli uccelli neri europei.

Etimologia: “Turdus” è il termine latino per “tordo”; “merula” significa proprio “merlo”. Da questa radice latina derivano anche il nome italiano e quelli di molte altre lingue.

I parametri morfologici:

  • Lunghezza: circa 24-25 cm
  • Peso: indicativamente 80-125 g
  • Dimorfismo: netto, con maschio nero e femmina bruna

La longevità: in natura mediamente alcuni anni, ma in casi eccezionali può vivere molto più a lungo. Riproduzione: costruisce un nido a coppa in siepi, cespugli o anfratti, e può fare più covate in una stagione.

Habitat e distribuzione

Il Merlo è un uccello ampiamente diffuso nel Paleartico occidentale e oltre:

  • Areale: gran parte dell’Europa, del Nord Africa e dell’Asia occidentale; introdotto anche in Australia e Nuova Zelanda. Le popolazioni del nord sono in parte migratrici, quelle temperate (Italia compresa) in gran parte stanziali

Habitat preferiti — ambienti con alberi, cespugli e suolo per cercare cibo:

  • Boschi, margini forestali e siepi
  • Giardini, parchi e aree verdi urbane, dove è particolarmente comune e confidente
  • Campagne coltivate e zone semi-aperte

Il Merlo è una delle specie selvatiche che meglio si sono adattate alla vita accanto all’uomo: il giardino, con i suoi prati, le siepi e le piante da bacche, è un suo ambiente ideale. È un uccello territoriale, soprattutto nella stagione riproduttiva, e attivo di giorno, dall’alba al tramonto, con i momenti di canto più intensi al mattino presto e alla sera. Lo si vede spesso saltellare sui prati o frugare con il becco nella lettiera in cerca di cibo.

Stato IUCN: Least Concern (LC). È un uccello comune, abbondante e in buona salute, e una delle presenze più familiari di parchi e giardini.

Alimentazione

Il Merlo è onnivoro, con una dieta che cambia molto con le stagioni. Si nutre di:

  • Lombrichi e invertebrati del suolo: vermi, larve, insetti, ragni, lumache
  • Bacche e frutti: importantissimi in autunno e inverno (more, sambuco, frutti ornamentali, ecc.)
  • Semi e altro materiale vegetale

Le abitudini alimentari:

  1. Il foraggiamento a terra: saltella sui prati e fruga rumorosamente nella lettiera con il becco, “ribaltando” foglie alla ricerca di prede
  2. L’estrazione dei lombrichi: è celebre la scena del merlo che tira fuori dal prato un lombrico, tenendolo saldamente nel becco
  3. La dieta stagionale: insetti e vermi soprattutto in primavera-estate (anche per i piccoli), bacche e frutti in autunno-inverno

Caratteristica chiave: la dieta flessibile e la capacità di sfruttare prati, siepi e piante da frutto dei giardini sono tra i motivi del grande successo del Merlo negli ambienti urbani e antropizzati.

Caratteristiche fisiche

Il Merlo è un tordo di taglia media dal marcato dimorfismo sessuale. Caratteristiche fisiche:

Il maschio — il volto più noto:

  • Piumaggio interamente nero e lucente
  • Becco giallo-arancio acceso
  • Anello perioculare giallo, ben evidente

La femmina e i giovani:

  • Femmina bruno-scura, con gola più chiara e petto leggermente screziato; becco più scuro
  • Giovani bruni e fittamente macchiettati di rossiccio

Tratti generali:

  • Corpo slanciato con coda piuttosto lunga, spesso sollevata dopo l’atterraggio
  • Zampe e becco da tordo, adatti a razzolare
  • Volo diretto e tipico saltellare a terra

Canto, curiosità e comportamento

Il Merlo è un uccello diurno, territoriale e dal canto straordinario. Pur essendo comunissimo e familiare, è proprio la sua voce a renderlo speciale: poche specie europee cantano in modo così ricco e melodioso.

Curiosità del grande cantore: il canto del Merlo è considerato uno dei più belli tra gli uccelli europei: un gorgheggio flautato, ricco, variato e mai stridulo, emesso spesso da un posatoio ben in vista, soprattutto al mattino presto e all’imbrunire. È una delle voci-simbolo della primavera nei giardini e nelle città, e ha ispirato poeti e musicisti (celebre, ad esempio, la canzone “Blackbird” dei Beatles).

Curiosità del maschio “in maschera”: il contrasto tra il nero corvino del piumaggio e il giallo-arancio acceso di becco e anello oculare rende il maschio di merlo inconfondibile. Questi colori vivaci hanno un ruolo nella comunicazione e nel corteggiamento: un becco più acceso è spesso segno di un individuo in buona salute.

Curiosità del cacciatore di lombrichi: chi ha un prato conosce bene la scena del merlo che, dopo qualche passo e una breve pausa “in ascolto”, affonda il becco nel terreno ed estrae un lombrico tirandolo con decisione. Il Merlo individua le prede nel suolo grazie a vista e udito finissimi, ed è un instancabile setacciatore di prati e lettiera.

Curiosità dei “giorni della merla”: in Italia gli ultimi tre giorni di gennaio sono detti “i giorni della merla” e, secondo la tradizione, sarebbero i più freddi dell’anno. Una delle leggende lega questo nome proprio al merlo: una merla, un tempo bianca, si sarebbe riparata dal gran freddo in un comignolo, uscendone tutta nera di fuliggine — ed è per questo, racconta la storia, che da allora i merli sono neri.

Curiosità del colonizzatore delle città: il Merlo è un esempio classico di uccello che ha “conquistato” le città. Originariamente legato ai boschi, ha colonizzato con grande successo giardini, parchi e centri urbani, dove trova cibo abbondante, siti di nidificazione e un clima leggermente più mite. Nelle aree urbane può perfino cantare di notte, “ingannato” dall’illuminazione artificiale.

Curiosità delle più covate: il Merlo è un riproduttore prolifico: nella buona stagione una coppia può allevare più nidiate, costruendo nidi a coppa ben nascosti tra siepi e cespugli. Questa capacità riproduttiva, unita all’adattabilità, contribuisce a mantenerne le popolazioni numerose e diffuse.

Pro

  • Uccello bellissimo e familiare, dal canto tra i più melodiosi d'Europa
  • Facilissimo da osservare: comune e confidente in giardini, parchi e città
  • Utile in giardino: si nutre di lombrichi, insetti e altri invertebrati
  • IUCN Least Concern: comune, abbondante e molto adattabile

Contro

  • NON è un uccello da gabbia: è avifauna selvatica protetta
  • Risente dell'uso eccessivo di pesticidi (che riducono lombrichi e insetti)
  • In città il rumore e l'illuminazione artificiale possono alterarne canto e ritmi
  • Può beccare frutti e bacche in orti e frutteti, talvolta in conflitto con l'uomo

Domande frequenti

Perché il merlo è considerato un grande cantore?
Perché il suo canto è uno dei più belli e ricchi tra gli uccelli europei. Il maschio emette dei lunghi gorgheggi flautati, melodiosi e variati, mai stridenti, spesso da un posatoio ben in vista come un tetto, un'antenna o la cima di un albero. Canta soprattutto al mattino presto e all'imbrunire, e il suo canto è una delle voci-simbolo della primavera nei giardini e nelle città europee. La bellezza di questo canto ha ispirato poeti e musicisti, tra cui i Beatles con la celebre canzone 'Blackbird'.
Come si distingue il maschio dalla femmina di merlo?
È molto facile, perché il dimorfismo è netto. Il maschio è inconfondibile: ha il piumaggio interamente nero e lucente, con un vistoso becco giallo-arancio e un anello giallo intorno all'occhio. La femmina, invece, è di colore bruno-scuro, con la gola più chiara e il petto leggermente screziato, e ha il becco più scuro. Anche i giovani sono bruni e fittamente macchiettati di rossiccio. In sintesi: nero con becco arancio = maschio; bruno = femmina o giovane.
Il merlo è imparentato con il 'blackbird' americano?
No, nonostante il nome inglese identico ('blackbird'). Il Merlo europeo (Turdus merula) è un tordo, appartenente alla famiglia dei Turdidae. I cosiddetti 'blackbird' americani (come il Agelaius phoeniceus, il blackbird alirosse) appartengono invece alla famiglia degli itteridi, completamente diversa. Si tratta di un classico caso in cui lo stesso nome comune in inglese indica uccelli non imparentati: il nostro Merlo è in realtà più vicino, come parentela, ai tordi e alle cesene che a questi 'blackbird' del Nuovo Mondo.
Cosa sono i 'giorni della merla'?
È un'espressione della tradizione italiana che indica gli ultimi tre giorni di gennaio (il 29, 30 e 31), considerati per consuetudine i più freddi dell'anno. Diverse leggende popolari spiegano il nome legandolo proprio al merlo. La più nota racconta che una merla, un tempo dal piumaggio bianco, per ripararsi dal grande freddo di quei giorni si rifugiò dentro un comignolo, uscendone dopo tre giorni completamente nera per via della fuliggine; da allora, narra la storia, tutti i merli sarebbero diventati neri. È una storia popolare, non una spiegazione scientifica, ma testimonia quanto il merlo sia radicato nella cultura e nell'immaginario.

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