Mammiferi

Okapi

Okapia johnstoni

Con il corpo di un cavallo bruno e le zampe striate come una zebra, l'okapi è il timido e solitario cugino della giraffa, nascosto nelle foreste del Congo.

Caratteristiche

Nome scientificoOkapia johnstoni
Peso200–350 kg
Durata di vita20–30 anni
TagliaGrande: circa 1,5 m al garrese
Energia3/5

Carattere

Solitario, schivo e silenzioso

Alimentazione

Erbivoro: foglie, germogli, frutti e funghi

Un animale dall'aspetto inconfondibile

L'okapi è uno dei mammiferi più singolari e affascinanti del mondo. A prima vista sembra un incrocio tra più animali: ha il corpo robusto e il mantello bruno-vellutato simile a quello di un cavallo, ma le zampe posteriori e i quarti sono attraversati da vistose strisce bianche e nere che ricordano quelle di una zebra. In realtà il suo parente più stretto è la giraffa, con cui condivide il collo relativamente lungo, gli zoccoli e soprattutto una lunga lingua nerastra e prensile, capace di arrivare fino alle orecchie. I maschi portano due piccole corna rivestite di pelle, dette ossiconi.

Habitat e distribuzione

L'okapi vive esclusivamente nelle fitte foreste pluviali del nord-est della Repubblica Democratica del Congo, nell'Africa centrale. È un abitante del sottobosco denso e umido, dove la vegetazione fitta e la sua colorazione lo rendono quasi invisibile. Proprio per questa vita nascosta, l'okapi fu descritto dalla scienza occidentale solo agli inizi del Novecento, pur essendo da sempre noto alle popolazioni locali.

Comportamento

È un animale solitario e schivo, attivo soprattutto di giorno, che si muove silenzioso tra gli alberi seguendo sentieri abituali. Si nutre di foglie, germogli, gemme, frutti e funghi, che raccoglie con l'agile lingua. Le strisce sulle zampe, oltre a mimetizzarlo tra i giochi di luce della foresta, potrebbero aiutare i piccoli a seguire la madre nel folto. L'okapi comunica con richiami a bassa frequenza, in parte impercettibili all'orecchio umano.

Curiosità

La lunga lingua dell'okapi è così flessibile che l'animale riesce a usarla persino per pulirsi gli occhi e le orecchie. Il suo mantello ha inoltre una particolarità: è ricoperto da una sostanza oleosa che respinge l'acqua, un adattamento prezioso nell'ambiente umido della foresta pluviale.

Conservazione

L'okapi è classificato come specie in pericolo. Le minacce principali sono la distruzione della foresta per l'agricoltura e il disboscamento, il bracconaggio e l'instabilità che colpisce le regioni in cui vive. È diventato un simbolo della conservazione della natura in Congo, dove esistono riserve dedicate alla sua protezione. Salvaguardare le sue foreste significa proteggere anche l'intero, ricchissimo ecosistema che le abita.

Pro

  • Aspetto unico e inconfondibile
  • Parente vivente della giraffa
  • Simbolo della conservazione delle foreste del Congo

Contro

  • Specie in pericolo
  • Difficilissimo da osservare in natura
  • Dipende da foreste sempre più minacciate

Domande frequenti

L'okapi è imparentato con la zebra?
No, nonostante le strisce sulle zampe. Il suo parente più stretto è la giraffa, con cui condivide il collo allungato, gli ossiconi nei maschi e la lunga lingua prensile. Le strisce sono solo una somiglianza superficiale con la zebra.
Dove vive l'okapi?
Vive esclusivamente nelle fitte foreste pluviali del nord-est della Repubblica Democratica del Congo, in Africa centrale. È un abitante del sottobosco denso e umido, dove la vegetazione e il suo mantello lo rendono quasi invisibile.
Perché l'okapi è stato scoperto così tardi?
Per la sua vita nascosta e solitaria nel folto della foresta. Pur essendo noto da sempre alle popolazioni locali, fu descritto dalla scienza occidentale solo agli inizi del Novecento, tanto era difficile da avvistare.
A cosa serve la lunga lingua dell'okapi?
La usa per afferrare foglie e germogli dagli alberi, come fa la giraffa. È così flessibile che l'okapi riesce a servirsene persino per pulirsi gli occhi e le orecchie.

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