Mammiferi

Tapiro dalla gualdrappa

Tapirus indicus

Il tapiro dalla gualdrappa è il più grande dei tapiri e l'unico del Vecchio Mondo, riconoscibile per la vistosa "sella" bianca sul dorso nero.

Caratteristiche

Nome scientificoTapirus indicus
TagliaIl più grande dei tapiri, fino a circa 1,8–2,5 m di lunghezza
Energia2/5

Carattere

Solitario, notturno e schivo; ottimo nuotatore.

Alimentazione

Erbivoro: foglie tenere, germogli, frutti e piante acquatiche.

Il tapiro in bianco e nero

Il tapiro dalla gualdrappa (Tapirus indicus), detto anche tapiro malese, è la più grande delle specie viventi di tapiro e l'unica presente al di fuori delle Americhe. Ha un corpo massiccio e tozzo, con una livrea inconfondibile: la parte anteriore e le zampe sono nere, mentre il dorso e i fianchi sono bianchi, come una grande "sella" o gualdrappa, da cui il nome. Il muso termina in una breve proboscide mobile e prensile, che usa per afferrare foglie e germogli. I piccoli nascono invece bruni con strisce e macchie chiare, un ottimo mimetismo.

Habitat e distribuzione

Vive nelle foreste pluviali del Sud-est asiatico, dalla penisola malese fino a Sumatra, un tempo con un areale ben più ampio. Predilige le foreste di pianura, ma può spingersi anche oltre i 2.000 metri di quota. Ha bisogno di zone umide e corsi d'acqua, dove ama immergersi.

Comportamento e alimentazione

È un erbivoro solitario e prevalentemente notturno che si nutre di foglie tenere, germogli, frutti e piante acquatiche. Ottimo nuotatore, si rifugia spesso in acqua per rinfrescarsi e sfuggire ai predatori. Ha vista debole ma olfatto e udito eccellenti.

Curiosità

La colorazione bianco-nera, che di giorno sembra vistosa, funziona in realtà da camuffamento nella foresta notturna: al chiaro di luna il corpo appare spezzato in due, confondendone i contorni. Il tapiro è un "fossile vivente", poco cambiato da milioni di anni.

Conservazione

L'IUCN lo classifica in pericolo: si stima che restino meno di 2.500 individui maturi. Le minacce principali sono la distruzione delle foreste per l'agricoltura, la frammentazione degli habitat e la caccia.

Pro

  • Il più grande dei tapiri viventi
  • Livrea bianco-nera inconfondibile
  • "Fossile vivente" dall'origine antichissima

Contro

  • In pericolo di estinzione (meno di 2.500 adulti)
  • Molto sensibile alla distruzione delle foreste
  • Riproduzione lenta, un solo piccolo per parto

Domande frequenti

Perché ha quella "sella" bianca?
La colorazione bianco-nera spezza la sagoma del corpo nella penombra della foresta: al chiaro di luna i contorni si confondono, rendendo il tapiro più difficile da individuare per i predatori, nonostante di giorno appaia vistoso.
A cosa serve la proboscide?
Il muso allungato e prensile funziona come una piccola proboscide, che il tapiro usa per afferrare foglie e germogli e portarli alla bocca, oltre che come snorkel quando è immerso in acqua.
Perché è in pericolo?
Per la distruzione e la frammentazione delle foreste pluviali del Sud-est asiatico, convertite in piantagioni, e per la caccia. Restano meno di 2.500 individui maturi.

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