Tartaruga Verde Marina
Chelonia mydas
La Tartaruga Verde (Chelonia mydas) è una grande tartaruga marina pantropicale, l’unica vegetariana adulta tra le sette specie, oggi classificata Endangered dalla IUCN.
Caratteristiche
Carattere
Solitaria, migratoria, fedele al sito di nascita ("natal homing"). Erbivora obbligata da adulta. Può restare in apnea fino a 5 ore. Specie cardine delle praterie sottomarine.
Alimentazione
Onnivora da giovane (plancton, meduse, crostacei); ERBIVORA stretta da adulta: Posidonia, alghe verdi, occasionalmente spugne. Fino a 2 kg di vegetazione al giorno.
La Tartaruga Verde Marina (Chelonia mydas) è una grande tartaruga oceanica diffusa nei mari tropicali e subtropicali di tutto il mondo. È l’unica delle sette specie di tartarughe marine viventi a essere completamente erbivora da adulta, e deve il nome non al colore del carapace (in genere bruno-olivastro) ma al colore verdognolo del suo grasso sottocutaneo, ricolorato dalle alghe e piante marine di cui si nutre. Oggi è classificata come Endangered dalla IUCN, vittima della pesca accidentale, dell’inquinamento da plastica e della perdita di siti di nidificazione.
Classificazione e categoria
La Tartaruga Verde Marina appartiene all’ordine Testudines, sottordine Cryptodira, famiglia Cheloniidae. È l’unica specie del genere Chelonia, distinta dalle altre tartarughe marine (caretta, embricata, olivacea, kemp, dorsipiatta e dermochelide) per le scaglie del capo e la dieta erbivora. Si tratta di una delle più grandi tartarughe marine: il carapace misura in genere 80-120 cm di lunghezza, con picchi documentati fino a 150 cm. Il peso medio adulto è di 110-200 kg, ma sono stati registrati esemplari record di oltre 320 kg. Le femmine sono leggermente più piccole dei maschi.
Habitat e distribuzione
L’habitat naturale della Tartaruga Verde è costituito da oceani tropicali e subtropicali, praterie sottomarine di Posidonia e fanerogame marine, lagune costiere e coste sabbiose dove avviene la nidificazione. La distribuzione è pantropicale e copre tutti gli oceani: Atlantico (Caraibi, Brasile, Africa occidentale), Indiano (Madagascar, Maldive, Seychelles, Australia occidentale), Pacifico (Hawaii, Galápagos, Indonesia, Australia orientale). Nel Mediterraneo è presente con una popolazione riproduttiva confinata alle coste di Turchia, Cipro, Siria, Libano e Israele.
Lo stato di conservazione è classificato come Endangered (EN) dalla IUCN. La specie è inserita nell’Appendice I della CITES e protetta da numerose convenzioni internazionali (Bonn, Berna, Barcellona). Le minacce principali sono il bycatch (cattura accidentale nella pesca), la perdita di spiagge di nidificazione per lo sviluppo costiero, l’inquinamento da plastica (le tartarughe scambiano le buste per meduse), la fibropapillomatosi (malattia tumorale virale legata all’inquinamento) e i cambiamenti climatici (che influenzano il rapporto dei sessi alla schiusa).
Alimentazione
La Tartaruga Verde è un caso unico tra le tartarughe marine: erbivora obbligata da adulta, ma onnivora opportunista nei primi anni di vita. I giovani, durante la fase “perduta” oceanica dei primi 5-10 anni, vivono in alto mare nutrendosi di plancton, meduse, piccoli crostacei e organismi gelatinosi.
Una volta raggiunta una taglia di 25-35 cm di carapace, si stabiliscono nelle aree di pascolo costiere e cambiano dieta diventando erbivore stricte: pascolano su Posidonia oceanica, Cymodocea, Zostera, alghe verdi e rosse, e occasionalmente mangiano spugne e ascidie. Possono consumare fino a 2 kg di vegetazione al giorno. Il loro ruolo ecologico è cruciale: le tartarughe verdi sono i principali “tosaerba” delle praterie sottomarine, mantenendole sane e produttive — il loro declino ha portato alla degradazione di vasti pascoli marini nei Caraibi e nel Mediterraneo orientale.
Caratteristiche fisiche
La Tartaruga Verde ha un corpo idrodinamico, perfettamente adattato alla vita marina. Il carapace è ovale, leggermente bombato, di colore bruno-olivastro con striature più scure; lo scudo nucale è ampio. Il piastrone è giallastro e relativamente piatto. La testa è piccola in rapporto al corpo, con un singolo paio di scaglie prefrontali (caratteristica diagnostica della specie); il becco è seghettato sui margini, adattamento per “tagliare” l’erba marina.
Le zampe sono trasformate in pinne: le anteriori, lunghe e potenti, fungono da propulsori durante il nuoto; le posteriori, più corte, servono da timoni. Non possono ritirare testa e zampe nel carapace, a differenza delle tartarughe terrestri. Possono restare in apnea fino a 5 ore durante il riposo grazie a un metabolismo eccezionalmente lento. Il colore caratteristico del grasso (da cui il nome “verde”) è dovuto alla clorofilla e ai carotenoidi delle alghe ingerite — la carne, considerata pregiata, è stata storicamente l’oggetto di una caccia intensa che ha decimato le popolazioni.
Curiosità e comportamento
La Tartaruga Verde è una specie migratoria e fedele al sito di nidificazione: ogni femmina torna ciclicamente (ogni 2-4 anni) sulla stessa spiaggia dove è nata per deporre le uova, anche dopo aver migrato per migliaia di chilometri. Il fenomeno della natal homing è ancora oggi uno dei misteri della biologia animale: si pensa che utilizzino il campo magnetico terrestre come bussola, “imprintando” da neonate la firma magnetica del loro sito di origine.
La femmina depone in genere 100-200 uova in una buca profonda 50-70 cm scavata nella sabbia di notte, sopra il livello dell’alta marea. L’incubazione dura 50-70 giorni e il sesso dei piccoli è determinato dalla temperatura di incubazione (TSD): temperature più alte producono femmine, temperature più basse maschi. Il riscaldamento globale sta già alterando drammaticamente questi rapporti, con popolazioni in alcune zone composte al 99% da femmine. I neonati corrono in massa verso il mare appena nati, guidati dalla luminosità dell’orizzonte oceanico; solo uno su mille raggiungerà l’età adulta. La longevità è eccezionale: 70-100 anni in natura, con esemplari documentati che hanno superato i 120 anni.
Pro
- Specie iconica e simbolica
- Longeva (70-100+ anni)
- Ruolo ecologico chiave
- Visibile in molte aree protette nel mondo
Contro
- Specie selvatica MARINA, NON è un animale da compagnia
- Endangered IUCN
- Bycatch, plastica, perdita spiagge: minacce critiche
- Clima altera rapporto sessi alla schiusa



