Foto: Philipp Schäufele · CC BY-SA 3.0
Vanessa dell'ortica
Aglais urticae
La vanessa dell'ortica è una farfalla comune dai colori arancio e nero, tra le prime a comparire in primavera dopo aver svernato da adulta.
Caratteristiche
Carattere
Diurna, vivace, amante del sole
Alimentazione
Adulti: nettare; bruchi: ortica
Descrizione
La vanessa dell'ortica è una farfalla diurna di taglia media della famiglia dei ninfalidi, dai colori vivaci e inconfondibili. La pagina superiore delle ali è di un caldo arancione, bordata da una fila di lunule azzurre su fondo scuro, con macchie nere e gialle verso il margine anteriore. La pagina inferiore, invece, è bruno-scura e mimetica: ad ali chiuse la farfalla si confonde con la corteccia o le foglie secche.
Habitat e distribuzione
È diffusa in gran parte dell'Eurasia, dalla pianura fino alle alte quote montane. Frequenta ambienti aperti e fioriti: prati, giardini, margini di strade, radure e zone antropizzate, ovunque siano presenti fiori da cui suggere il nettare e ortiche per la riproduzione.
Ciclo vitale
Le femmine depongono le uova in gruppi sulle foglie di ortica comune, di cui si nutrono i bruchi, gregari e neri. È una delle farfalle che svernano allo stadio adulto: gli adulti cercano rifugio in cavità di alberi, soffitte e ripostigli, per poi ricomparire tra i primi al risveglio primaverile.
Comportamento e curiosità
Gli adulti si nutrono del nettare di molti fiori e amano scaldarsi al sole ad ali spiegate. Nei climi più caldi possono compiere due generazioni all'anno. La vanessa dell'ortica è la farfalla nazionale della Danimarca.
Conservazione
È una specie comune e diffusa, ma come tutte le farfalle di prato beneficia della presenza di aree fiorite e di ortiche non trattate. La perdita di questi ambienti e l'uso di pesticidi possono ridurne localmente le popolazioni.
Pro
- Colori vivaci e inconfondibili
- Tra le prime farfalle a comparire in primavera
- Impollinatrice utile dei prati fioriti
Contro
- Dipende dall'ortica per i bruchi
- Sensibile all'uso di pesticidi
- Può risentire della perdita di aree fiorite



