Ramarro
Lacerta bilineata
Il Ramarro (Lacerta bilineata) è una delle lucertole più grandi e belle d’Italia e d’Europa occidentale: un rettile dal verde brillante punteggiato di nero, con i maschi che in primavera sfoggiano una vistosa gola azzurra. Vive in ambienti caldi e cespugliosi — siepi, prati aridi, margini di bosco — dove caccia insetti e si scalda al sole. Velocissimo e schivo, è del tutto innocuo per l’uomo. IUCN Least Concern.
Caratteristiche
Carattere
Diurno, territoriale e amante del calore. Velocissimo, scattante e schivo: spesso lo si nota solo come un "lampo verde" che fugge tra l'erba al passaggio dell'uomo. I maschi, in primavera, difendono il territorio e competono per le femmine, talvolta con veri combattimenti. Si scalda a lungo al sole prima di cacciare e in inverno va in letargo. Se maneggiato può mordere con decisione, ma è del tutto innocuo. Non è un animale da compagnia: è una lucertola selvatica utile e da osservare a distanza.
Alimentazione
Predatore prevalentemente insettivoro. Si nutre soprattutto di insetti (coleotteri, cavallette, grilli, bruchi, farfalle), ragni e altri invertebrati, lumache e lombrichi; occasionalmente piccole lucertole, uova a terra di altri rettili o uccelli, e frutti e bacche mature. Caccia a vista, individuando le prede in movimento e lanciandosi con scatti rapidissimi, dopo essersi scaldato al sole fino alla temperatura ottimale. Divorando molti insetti dannosi, è un utile alleato in campagne, vigneti e giardini.
Il Ramarro (Lacerta bilineata), in inglese “western green lizard”, è una delle lucertole più grandi, vistose e amate d’Italia e dell’Europa occidentale. Famoso per:
- Il verde brillante: un mantello di un verde acceso, finemente punteggiato di nero, che lo rende inconfondibile tra l’erba e i cespugli
- La gola azzurra dei maschi: in primavera, nella stagione degli amori, i maschi sviluppano una vistosa gola (e talvolta testa) di colore blu
- La taglia ragguardevole: è una delle lucertole più grandi d’Europa, con una coda lunghissima
- La velocità: scattante e agile, sfreccia tra la vegetazione e si arrampica sui cespugli al minimo allarme
- L’amore per il sole: rettile termofilo, ama crogiolarsi al sole su muretti, sassi e rovi
- L’innocuità: del tutto innocuo per l’uomo, è anzi un prezioso alleato perché divora molti insetti
Stato IUCN: Least Concern (LC), comune e diffuso. Con lui questo portale affianca, al piccolo e nordico Lucertola Vivipara, una lucertola mediterranea grande e sgargiante: due facce, una discreta e una appariscente, dello stesso affascinante mondo dei lacertidi, le “vere lucertole” del Vecchio Mondo.
Classificazione e categoria
Il Ramarro appartiene all’ordine Squamata, famiglia Lacertidae (i lacertidi, le “vere lucertole” europee), genere Lacerta — quello delle lucertole di grossa taglia, lo stesso di altri ramarri e lucertoni europei.
Una precisazione sui “ramarri”: esistono due specie molto simili, a lungo considerate un’unica entità:
- Il ramarro occidentale (Lacerta bilineata): quello di questa scheda, diffuso in Italia, Francia, Spagna nord-orientale e zone limitrofe
- Il ramarro orientale (Lacerta viridis): la specie gemella dell’Europa centro-orientale e balcanica
Da non confondere inoltre con: le piccole lucertole del genere Podarcis (la muraiola, la campestre), molto più piccole; la Lucertola Vivipara, bruna e di montagna; e il lucertone occhiuto (Timon lepidus), un altro grande lacertide verde ma macchiettato di blu sui fianchi.
Etimologia: “Lacerta” è semplicemente il latino per “lucertola”; “bilineata” (“a due linee”) si riferisce alle due strisce chiare presenti soprattutto nei giovani e nelle femmine. Il nome italiano “ramarro” ha origini incerte, forse legate al colore o a radici dialettali antiche.
I parametri morfologici:
- Lunghezza totale: fino a 30-40 cm, coda compresa (la coda è circa due terzi della lunghezza)
- Lunghezza corpo: ~13 cm
- Peso: fino a circa 35 g
La longevità: circa 5-10 anni in natura (fino a ~12). Riproduzione: è oviparo — la femmina depone, di norma in estate, 6-20 uova in una buca scavata nel terreno soleggiato, da cui i piccoli sgusciano dopo qualche settimana.
Habitat e distribuzione
Il Ramarro è diffuso nell’Europa occidentale e meridionale:
- Areale: Italia (dove è comune in gran parte della penisola e in Sicilia), Francia, Spagna nord-orientale, Svizzera meridionale e zone vicine
Habitat preferiti — caldi, soleggiati e ricchi di vegetazione bassa:
- Siepi, roveti, cespuglieti e margini di bosco: il suo ambiente d’elezione, con copertura per nascondersi e radure per scaldarsi
- Prati aridi, scarpate, vigneti e incolti soleggiati
- Zone collinari e di pianura, spesso vicino all’acqua o a vegetazione fitta
Il Ramarro ha bisogno della combinazione tra sole (per scaldarsi, essendo un rettile a sangue freddo) e copertura vegetale fitta (per ripararsi dai predatori). Per questo prospera nei mosaici di prati e cespugli, e soffre dove le siepi e i bordi naturali scompaiono. È diurno, attivissimo nelle ore calde, e in inverno va in letargo in rifugi sotterranei.
Stato IUCN: Least Concern (LC). Specie ancora comune, ma localmente può risentire della distruzione delle siepi, dell’agricoltura intensiva e dell’uso di pesticidi che riducono gli insetti di cui si nutre.
Alimentazione
Il Ramarro è un predatore prevalentemente insettivoro, ghiotto di tutto ciò che riesce a catturare nella sua taglia. Mangia:
- Insetti: la base della dieta — coleotteri, cavallette, grilli, bruchi e farfalle
- Ragni e altri invertebrati
- Lumache e lombrichi
- Occasionalmente: piccole lucertole, uova di altri rettili o uccelli a terra, e frutti e bacche mature
Le strategie di caccia:
- La caccia a vista: individua le prede in movimento e si lancia con scatti rapidissimi, sfruttando vista acuta e agilità
- La termoregolazione: si scalda al sole fino alla temperatura ottimale, poi diventa un cacciatore efficiente; nelle ore più calde è al massimo dell’attività
- L’esplorazione di siepi e cespugli: fruga tra l’erba alta e i rami bassi, dove gli insetti abbondano
Caratteristica chiave: nutrendosi di grandi quantità di insetti e altri invertebrati, il Ramarro svolge un utile ruolo di controllo dei “parassiti” in campagne, vigneti e giardini, ed è a sua volta una preda importante per serpenti, uccelli e piccoli mammiferi.
Caratteristiche fisiche
Il Ramarro è una lucertola grande, slanciata e dai colori spettacolari. Caratteristiche fisiche:
Colori:
- Dorso di un verde brillante, finemente punteggiato di nero (con riflessi che cambiano alla luce)
- Gola e testa blu nei maschi adulti in primavera: un segnale nuziale vistoso usato per attrarre le femmine e intimidire i rivali
- Femmine spesso più brune o con striature chiare; giovani brunastri/bronzei, con due o quattro linee chiare (da cui bilineata)
Il corpo:
- Corpo robusto ma slanciato, con coda lunghissima (circa due terzi della lunghezza totale)
- Testa relativamente grande, soprattutto nei maschi, con mascelle forti
- Zampe robuste con dita lunghe e artigliate, per correre e arrampicarsi
- Squame fini sul dorso, più grandi sul ventre
Caratteristiche prestazionali:
- Velocità e scatto: tra le lucertole europee più rapide, sfreccia al minimo pericolo
- Arrampicata: sale agilmente su cespugli, rovi e muretti
- Autotomia della coda: può staccare la coda per sfuggire a un predatore; la coda si rigenera (più corta)
- Vista acuta: fondamentale per cacciare e individuare i pericoli
Curiosità e comportamento
Il Ramarro è un animale diurno, territoriale e amante del calore. I maschi, soprattutto in primavera, difendono il proprio territorio e competono per le femmine, talvolta con veri e propri combattimenti. Pur essendo vistoso, è anche schivo e velocissimo: spesso lo si nota solo come un “lampo verde” che fugge tra l’erba al passaggio di una persona.
Curiosità della gola blu: uno degli spettacoli più belli della primavera nei nostri campi è il maschio di Ramarro in abito nuziale, con la gola (e a volte i lati della testa) di un intenso colore azzurro-blu. Questo colore, particolarmente vivido nei maschi dominanti, serve a segnalare la propria forza alle femmine e a intimidire i rivali. È un raro tocco di blu in un animale già splendidamente verde.
Curiosità del “lampo verde”: nonostante le dimensioni e i colori, il Ramarro è sorprendentemente difficile da osservare da vicino. È estremamente veloce e diffidente: al minimo movimento sospetto scatta via fulmineo tra l’erba alta e i cespugli, dove sparisce. Per molti, l’incontro tipico con un ramarro è proprio la visione fugace di una “saetta verde” che attraversa il sentiero.
Curiosità della coda che si sacrifica: come molte lucertole, il Ramarro può ricorrere all’autotomia caudale: se afferrato per la coda, la stacca lungo piani di rottura predefiniti. La coda recisa continua a contorcersi vigorosamente per qualche istante, attirando l’attenzione del predatore e dando alla lucertola il tempo di fuggire. La coda ricresce, ma più corta e di struttura diversa: un prezzo accettabile per salvarsi la vita.
Curiosità del morso “spaventoso” ma innocuo: se preso in mano, un grosso Ramarro maschio può mordere con sorprendente decisione, e il morso può perfino far male. Tuttavia è del tutto privo di veleno e assolutamente innocuo: non c’è alcun pericolo reale per l’uomo. Anzi, maneggiarlo stressa inutilmente l’animale, che è bene lasciar fuggire indisturbato. La sua “ferocia” è solo un bluff difensivo.
Curiosità dell’amico del contadino: come la maggior parte delle lucertole, il Ramarro è un grande divoratore di insetti, ragni e altri invertebrati, molti dei quali dannosi per orti, vigneti e colture. Per questo è, da sempre, un alleato naturale di chi coltiva, un piccolo “guardiano” che contribuisce gratuitamente a tenere sotto controllo i parassiti. Proteggere siepi e bordi campo significa anche proteggere lui.
Curiosità dei due ramarri: per molto tempo i ramarri d’Europa sono stati considerati un’unica specie (Lacerta viridis). Studi più recenti hanno separato il ramarro occidentale (Lacerta bilineata, presente in Italia) da quello orientale (Lacerta viridis, dell’Europa centro-orientale). Le due specie sono quasi identiche all’aspetto e si distinguono soprattutto per la genetica e per piccoli dettagli, un altro esempio di “specie gemelle” rivelate dalla scienza moderna.
Pro
- Lucertola grande e bellissima, simbolo delle campagne italiane assolate
- IUCN Least Concern, comune e diffuso
- Utile alleato: divora insetti dannosi per orti, vigneti e colture
- Del tutto innocuo per l'uomo (non velenoso)
Contro
- Non è un animale da compagnia (lucertola selvatica)
- Sensibile alla distruzione di siepi, all'agricoltura intensiva e ai pesticidi
- Spesso ucciso o disturbato per paura immotivata
- Molto schivo e veloce: difficile da osservare da vicino



