Tartaruga Caretta
Caretta caretta
La Tartaruga caretta (Caretta caretta), o tartaruga comune, è la tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo e una delle più note al mondo. Inconfondibile per la grossa testa e le potenti mascelle, con cui frantuma molluschi e crostacei, ha un carapace a forma di cuore di colore bruno-rossiccio. Compie lunghissime migrazioni oceaniche e torna a deporre le uova sulle spiagge dove è nata, orientandosi grazie al campo magnetico terrestre. Nidifica anche sulle coste del Mediterraneo (Grecia, Turchia, Italia). È classificata come Vulnerabile dalla IUCN, minacciata da reti da pesca, plastica e perdita delle spiagge. Nel portale si unisce alle tartarughe marine, accanto alla tartaruga verde.
Caratteristiche
Carattere
Tartaruga marina selvatica, solitaria e migratrice: NON è un animale da compagnia, ma una grande viaggiatrice degli oceani che trascorre quasi tutta la vita in mare. È tranquilla e silenziosa, ma dotata di mascelle potentissime e di una straordinaria capacità di orientamento: percorre migliaia di chilometri e ritorna a deporre sulla spiaggia natale grazie alla percezione del campo magnetico terrestre. Solo le femmine tornano periodicamente a terra, di notte, per nidificare. È una specie longeva e a maturazione tardiva, il che la rende particolarmente vulnerabile alle minacce. Classificata come Vulnerabile dalla IUCN, è un simbolo della conservazione marina e va protetta, non tenuta in cattività.
Alimentazione
Prevalentemente carnivora, soprattutto da adulta: le sue potenti mascelle e la grossa testa sono adattate a frantumare prede dal guscio duro. Si nutre soprattutto di molluschi (conchiglie, bivalvi, gasteropodi) e crostacei (granchi) dei fondali costieri, oltre a ricci di mare, spugne, meduse e occasionalmente pesci e materiale vegetale. I giovani, in mare aperto, hanno una dieta più varia e opportunista. Proprio la cattura di organismi gelatinosi come le meduse la espone a un grave rischio: l'ingestione di plastica scambiata per prede è oggi una delle principali minacce per la specie.
La Tartaruga caretta (Caretta caretta), detta anche tartaruga comune o “loggerhead” in inglese, è la tartaruga marina più diffusa nel Mar Mediterraneo e una delle più conosciute e studiate del pianeta. Antica navigatrice degli oceani, è famosa per:
- La grossa testa: la testa è proporzionalmente la più grande tra le tartarughe marine, da cui il nome inglese “loggerhead” (testa grossa)
- Le mascelle potenti: robustissime, capaci di frantumare i gusci di molluschi e crostacei
- Il carapace a cuore: di colore bruno-rossiccio, con cinque paia di placche laterali
- Le grandi migrazioni: percorre migliaia di chilometri attraverso gli oceani
- Il ritorno alla spiaggia natale: le femmine tornano a deporre dove sono nate, guidate dal campo magnetico terrestre
- Il legame col Mediterraneo: nidifica anche sulle nostre coste
Stato IUCN: Vulnerabile (VU). Entra nel portale tra le tartarughe marine, accanto alla Tartaruga verde marina: con lei rappresenta le grandi tartarughe degli oceani, completando il quadro delle tartarughe del portale insieme alle testuggini terrestri e alle tartarughe d’acqua dolce.
Classificazione e categoria
La Tartaruga caretta appartiene all’ordine Testudines, famiglia Cheloniidae (le tartarughe marine dal guscio duro), genere Caretta, di cui è l’unica specie vivente: Caretta caretta. Nel portale è collocata tra le tartarughe marine.
È utile distinguerla dall’altra tartaruga marina del portale e dalle altre tartarughe in generale:
- La tartaruga verde marina (Chelonia mydas): ha una testa più piccola e arrotondata, un becco adatto a brucare alghe ed è da adulta erbivora; presenta quattro paia di placche laterali sul carapace
- La tartaruga caretta ha invece una testa molto più grande e massiccia, mascelle potenti da predatrice e cinque paia di placche laterali; il carapace è bruno-rossiccio
- A differenza delle testuggini terrestri (zampe a colonna) e delle tartarughe d’acqua dolce, le tartarughe marine come la caretta hanno gli arti trasformati in pinne e non possono ritrarre testa e zampe nel guscio
La combinazione di testa grande + mascelle potenti + carapace bruno-rossiccio a cuore + arti a pinna è la “carta d’identità” della tartaruga caretta.
Etimologia: il nome del genere e della specie, Caretta, deriva dal francese “caret”, a sua volta da un termine usato per le tartarughe marine; il nome inglese “loggerhead” significa “testa grossa”, in riferimento al suo tratto più evidente.
I parametri morfologici:
- Lunghezza del carapace: in genere circa 80-110 cm
- Peso: in media intorno ai 90-135 kg, ma gli esemplari più grandi possono superare i 180-200 kg
- Aspetto: grande tartaruga marina dal corpo idrodinamico e dalle robuste pinne natatorie
La longevità: è una specie molto longeva, che può vivere diversi decenni; raggiunge la maturità sessuale tardi, dopo molti anni (spesso oltre i 17-30 anni). Riproduzione: le femmine depongo in buche scavate nella sabbia delle spiagge, in genere oltre un centinaio di uova per nidiata; il sesso dei piccoli dipende dalla temperatura di incubazione.
Habitat e distribuzione
La Tartaruga caretta è una specie cosmopolita, presente in mari e oceani temperati e tropicali di tutto il mondo:
- Areale: Oceano Atlantico, Pacifico e Indiano, e in particolare il Mar Mediterraneo, dove è la tartaruga marina più comune
Habitat preferiti — ambienti marini diversi nelle varie fasi della vita:
- Acque costiere e piattaforme continentali, dove gli adulti cercano cibo sul fondale
- Mare aperto, soprattutto nelle fasi giovanili (“anni perduti” trascorsi in mare aperto)
- Spiagge sabbiose, indispensabili per la deposizione delle uova (nel Mediterraneo: Grecia, Turchia, Cipro, e anche Italia)
È un animale marino, solitario e migratore. Trascorre quasi tutta la vita in mare, e solo le femmine tornano periodicamente a terra per deporre. Compie migrazioni straordinarie, percorrendo migliaia di chilometri tra le aree di alimentazione e le spiagge di nidificazione, e ha la sorprendente capacità di tornare a deporre proprio sulla spiaggia in cui è nata, orientandosi grazie alla percezione del campo magnetico terrestre (una sorta di “bussola” interna).
Stato IUCN: Vulnerabile (VU). La tartaruga caretta è minacciata da numerosi fattori legati soprattutto all’uomo: la cattura accidentale nelle reti da pesca e nei palamiti (bycatch), l’ingestione di plastica (spesso scambiata per meduse), la perdita delle spiagge di nidificazione per l’urbanizzazione costiera, l’inquinamento luminoso che disorienta i piccoli appena nati, le collisioni con le imbarcazioni e il prelievo delle uova. La sua tutela è un simbolo della conservazione marina nel Mediterraneo.
Alimentazione
La Tartaruga caretta è prevalentemente carnivora, soprattutto da adulta, e le sue potenti mascelle sono perfettamente adattate a frantumare prede dal guscio duro. La sua dieta comprende:
- Molluschi: conchiglie, gasteropodi e bivalvi, frantumati con il becco robusto
- Crostacei: granchi e altri crostacei dei fondali
- Altri invertebrati marini: ricci di mare, spugne, meduse
- Occasionalmente pesci e materiale vegetale
Caratteristiche del suo comportamento alimentare:
- Predatrice del fondale: da adulta cerca il cibo soprattutto sui fondali costieri, dove abbondano i molluschi e i crostacei
- Mascelle “frantumatrici”: la grossa testa e le mascelle potenti le permettono di rompere gusci che altre tartarughe non riuscirebbero a intaccare
- Dieta che cambia con l’età: i giovani, in mare aperto, hanno una dieta più varia e opportunista, comprendente organismi galleggianti
Purtroppo proprio l’abitudine di nutrirsi di organismi gelatinosi come le meduse la espone a un grave pericolo: l’ingestione di sacchetti e frammenti di plastica, scambiati per prede, è oggi una delle principali minacce per la specie.
Caratteristiche fisiche
La Tartaruga caretta è una grande tartaruga marina dal corpo robusto e idrodinamico. Caratteristiche fisiche:
La testa e le mascelle — il tratto distintivo:
- Testa molto grande e massiccia, la più voluminosa tra le tartarughe marine
- Mascelle potenti con un becco corneo robusto, adatto a frantumare gusci
Il carapace:
- Forma a cuore, allungato posteriormente
- Colore bruno-rossiccio o aranciato, spesso con incrostazioni di organismi marini
- Cinque paia di placche laterali (costali), utili per distinguerla dalla tartaruga verde
Gli arti e l’adattamento al mare:
- Arti trasformati in pinne: le anteriori, lunghe e robuste, fungono da “remi”; le posteriori da timone
- Corpo idrodinamico, perfetto per il nuoto e le lunghe migrazioni
- Impossibilità di ritrarre testa e arti nel guscio, a differenza delle tartarughe terrestri e d’acqua dolce
Curiosità e conservazione
La Tartaruga caretta è un animale dal fascino antico, una vera viaggiatrice degli oceani la cui vita è scandita da migrazioni epiche e dal misterioso richiamo della spiaggia natale.
Curiosità della testa grossa: il nome inglese “loggerhead” significa letteralmente “testa grossa” e descrive il tratto più evidente di questa tartaruga. La sua testa voluminosa ospita muscoli mascellari potentissimi, che le consentono di frantumare conchiglie e gusci di crostacei con una forza notevole, sfruttando una nicchia alimentare preclusa ad altre tartarughe.
Curiosità della bussola magnetica: una delle capacità più sorprendenti della tartaruga caretta è quella di orientarsi grazie al campo magnetico terrestre. Si ritiene che i piccoli “memorizzino” la firma magnetica della spiaggia in cui nascono e che, da adulte, le femmine la usino come riferimento per tornare a deporre proprio in quella zona, dopo anni e migliaia di chilometri trascorsi in mare. È un esempio straordinario di navigazione naturale.
Curiosità degli “anni perduti”: dopo la schiusa, i piccoli raggiungono il mare e scompaiono al largo per un lungo periodo, trascorso in mare aperto trasportati dalle correnti. Questa fase giovanile, difficile da studiare, è nota come gli “anni perduti” (lost years), durante i quali i giovani crescono lontano dalle coste prima di tornare in acque più costiere da subadulti.
Curiosità della corsa verso il mare: appena usciti dall’uovo e sbucati dalla sabbia, i piccoli devono raggiungere il mare il più in fretta possibile, di solito di notte, orientandosi verso l’orizzonte più luminoso sul mare. È un momento drammatico e pericolosissimo: molti vengono predati, e oggi l’inquinamento luminoso delle coste può disorientarli, allontanandoli dall’acqua. Per questo la protezione delle spiagge di nidificazione è cruciale.
Curiosità del sesso deciso dalla sabbia: come in molte tartarughe, il sesso dei piccoli non è determinato dai cromosomi ma dalla temperatura a cui si sviluppano le uova nella sabbia: temperature più calde tendono a produrre più femmine, quelle più fresche più maschi. Il riscaldamento globale, alterando le temperature delle spiagge, rappresenta perciò una minaccia in più per l’equilibrio delle popolazioni.
Conservazione: classificata come Vulnerabile dalla IUCN, la tartaruga caretta è al centro di numerosi progetti di tutela, soprattutto nel Mediterraneo. Le principali misure di protezione comprendono la riduzione della cattura accidentale con attrezzi da pesca più sicuri, la lotta all’inquinamento da plastica, la sorveglianza e la messa in sicurezza delle spiagge di nidificazione, il contenimento dell’inquinamento luminoso e la cura degli esemplari feriti nei centri di recupero. La tartaruga caretta è diventata un simbolo della conservazione del mare, e proteggerla significa proteggere la salute degli interi ecosistemi marini.
Pro
- Tartaruga marina iconica e simbolo della conservazione del Mediterraneo
- Viaggiatrice straordinaria: migrazioni di migliaia di km e bussola magnetica
- Mascelle potenti, adattate a una nicchia alimentare unica
- Completa nel portale il gruppo delle tartarughe marine (con la tartaruga verde)
Contro
- Specie selvatica e protetta: NON è un animale da compagnia
- Classificata come Vulnerabile (IUCN), con popolazioni in difficoltà
- Molto minacciata da reti da pesca (bycatch), plastica e perdita delle spiagge
- Maturazione tardiva e lunga vita la rendono lenta a riprendersi



